Napoli, presidio di lotta davanti alla Prefettura: “basta morti sul lavoro”

Sollecitati maggiori controlli

Oggi presidio davanti alla Prefettura di Napoli per protestare contro le morti sul lavoro. L’iniziativa è stata promossa da Potere al Popolo. “Sono passate 72 ore dall’inizio della Fase 2 e ci sono già morti sul lavoro a Ottaviano, a Tivoli. Servono i controlli sulle aziende, questo siamo venuti a chiedere alla Prefettura di Napoli” – ha affermato Giuliano Granato, militante di Potere al Popolo, che oggi ha attuato una manifestazione di protesta in Piazza del Plebiscito a Napoli dopo l’incidente alla Adler di Ottaviano che ha portato alla morte di un operaio. Una ventina i manifestanti, con uno striscione che dice “Il ritorno alla normalità è l’esplosione alla Adler? Basta morti sul lavoro. Ciao Vincenzo”. “Le Prefetture – spiega Granato – hanno controllato poco e male, già durante la chiusura hanno dato la sospensiva solo al 2,6% delle aziende che avevano chiesto di aprire in deroga, cioé il nulla. Noi sappiamo per avere contatti in aziende, che in molti casi non si rispettava la normativa nella fase di lockdown e la fase 2 ora si apre con la paura: a quella per la salute si aggiunge anche quella della fame. Perchè vivono da due mesi con una cassa integrazione che spesso non è arrivata, e gli ammortizzatori sociali lasciano scoperti tanti, penso ai lavoratori stagionali Gesac che sono senza ammortizzatori ora. Noi chiediamo un incontro con la Prefettura per verificare meccanismi in campo anche perché i comitati nelle aziende non funzionano perché subiscono l’arma del ricatto degli imprenditori: molti lavoratori hanno paura di poter sottolineare le criticità perché la minaccia implicita e spesso esplicita, come detto dai dirigenti nazionali di Confindustria, è che si perde competitività, fette di mercato e quindi si va verso il ridimensionamento e i licenziamenti“. “Noi stiamo promuovendo – prosegue – dei comitati popolari di lavoratori e lavoratrici che possano essere uno strumento concreto nelle mani dei lavoratori organizzati su base territoriale per denunciare le mancanze nelle aziende e implementare degli strumenti di controllo, anche perché sappiamo che le riforme degli ultimi anni hanno ferocemente indebolito le capacità di controllo dell’ispettorato del lavoro e delle Asl”. Pap racconta anche delle denunce di un ex lavoratore della Adler: “Un collega di Vincenzo – spiega Granato – ci ha contatti, aveva conosciuto Vincenzo e ci ha tenuto a raccontare la sua esperienza nell’azienda, sottolineando che le misure di sicurezza non erano rispettate neanche negli scorsi anni. Sono esperienze che ci sottolineano tanti altri operai anche di aziende con partecipazione di capitale pubblico. Questo lavoratore è venuto allo scoperto ma tanti hanno paura essere messi ai margini”.

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