Scritta su portone augura l’aborto a Florino, lei e CasaPound Napoli attaccano de Magistris

La sedicente firma del raid con la sigla di Autonomia operaia. L’esponente della destra radicale presa di mira: “Sono i figliocci di De Magistris e i cari amici di Ivo Poggiani”. E il presidente della Municipalità replica: “L’uomo arrestato a Fermo per l’omicidio a sfondo razzista indossava la loro t-shirt, ricordiamolo”

Una scritta di pessimo gusto augura l’aborto ad Emmanuela Florino, esponente di CasaPound a Napoli. E lei ed il movimento di estrema destra se la prendono con l’amministrazione comunale, stabilendo un arbitrario legame. “Manu: aborto” è scritto con la vernice rossa sul portone della sede di CasaPound, in via Foria. Accanto c’è il simbolo di autonomia operaia, come sedicente rivendicazione. Con un post su Fb, CasaPound accusa però “I nuovi amministratori della città di Napoli” che “non smettono mai di stupirci in peggio”.

 

“Stavolta – scrive la sigla neofascista – nel mirino della loro cattiveria gratuita ed ignoranza Emmanuela Florino, nostra militante e portavoce, in attesa di un bimbo. Questi soggetti auspicano la morte anche di chi ancora deve venire al mondo e sono gli stessi che poi vorrebbero parlare di donne maltrattate, infanzia e solidarietà”. I militanti della destra radicale accusano i “Centri Sociali sostenitori del sindaco De Magistris, della De Majo (consigliera comunale, ndr), di Andreozzi (candidato alle amministrative, ndr) ed Ivo Poggiani (presidente della III municipalità, ndr)”, il quali porterebbero “la politica su un piano così meschino, schifoso e personale”. Florino rincara la dose: “I figliocci di De Magistris i cari amici di Ivo Poggiani. In campagna elettorale non le dite certe cose eh? Aspettate il buio per poter strisciare e prendervela con un portone. Mai come voi”.

 

Emmanuela Florino si era candidata a presidente della III municipalità, perdendo la sfida con Poggiani. Circa due ore dopo l’attacco, Poggiani indirettamente risponde. Commenta sul social la vicenda di Fermo, dove è stato ucciso il profugo nigeriano  Emmanuel Chidi Namdi. Il presunto omicida Amedeo Mancini avrebbe indossato una maglietta di CasaPound al momento dell’aggressione. “Nulla succede per caso. Mandanti morali ed esecutori materiali  – afferma il presidente della Municipalità – in questo caso sono gli stessi. Ricordiamolo, sottolineamolo, denunciamolo pubblicamente perché Casapound non esiste solo a Fermo, ma anche a Napoli con sede in via Foria”.

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