Tensioni razziali Usa, 200 arresti per le proteste: arrestato leader nero, 5 agenti feriti

Preso, in Louisiana, DeRay McKesson, uno dei più famosi attivisti dell’organizzazione Black Lives Matter

Le proteste a Detroit, San Francisco, dove decine di persone hanno bloccato la rampa del Bay Bridge, e Denver, con gli attivisti che hanno programmato un sit-in di 135 ore, un’ora per ogni afroamericano ucciso dalla polizia quest’anno. Proseguono in diversi stati americani le manifestazioni per protestare contro le uccisioni brutali di neri da parte della polizia. Gran parte delle iniziative è sostenuta dal movimento Black lives matter. La tensione rimane alle stelle: in tutto circa 200 persone sono state arrestate. Cinque agenti sono rimasti invece feriti nelle nuove proteste a St. Paul, in Minnesota, dove nei giorni scorsi gli agenti avevano ucciso Philando Castile. I manifestanti hanno bloccato l’Interstate 94 e hanno lanciato contro gli agenti bottiglie molotov, petardi, fuochi d’artificio e sassi. L’autostrada è stata bloccata dai dimostranti in entrambe le direzioni: diverse persone sono state arrestate dalla polizia, che ha intimato più volte ai manifestanti di sgomberare.

 

Le autorità della Lousiana hanno annunciato di avere arrestato a Baton Rouge, la capitale dello Stato, uno dei più famosi attivisti neri dell’organizzazione Black Lives Matter, DeRay McKesson. Oltre a McKesson, la polizia ha arrestato altre 30 persone durante il corteo dei manifestanti che prima si è riunito davanti al negozio dove il 37enne afroamericano Alton Sterling è stato ucciso da un poliziotto e poi hanno protestato di fronte al dipartimento di polizia di Baton Rouge.

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