Sanità, in piazza per reagire all’ultimo raid di camorra: “Portate scuole e lavoro, non l’esercito”

Manifestazione del comitato Un Popolo in cammino: “Nessuna risposta in questi mesi, pronti ad andare a manifestare fuori al Parlamento. I politici si ricordano di quest’area solo in campagna elettorale”. Il vice sindaco Del Giudice: “La sicurezza spetta al governo: mandi risorse alle forze dell’ordine invece dei soldati”

“Chiederemo che si preghi domani in tutte le chiese della nostra Napoli per fermare questa spirale di violenza”. Sono ancora i sacerdoti a chiamare a raccolta i cittadini, dopo l’ultimo bagno di sangue alla Sanità. Don Angelo Berselli, portavoce di Un Popolo in cammino, annuncia che il  3 maggio incontreranno il prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone: “Ma se non riceveremo risposte vuol dire che andremo a Roma, sotto al Parlamento”. Questa mattina una cinquantina di persone si sono radunate a poche centinaia di metri dal circolo dove ieri i killer hanno aperto il fuoco, ammazzando due persone e ferendone tre. “L’ennesimo raid davanti agli occhi dei bambini – insorge padre Alex Zanotelli, punto di riferimento del comitato civico – Abbiamo chiesto più volte allo Stato di intervenire in maniera concreta ma qui al momento non c’è nulla. Ci vogliono lavoro, infrastrutture, scuole, università, non l’esercito che serve solo a decorare le strade di un quartiere che ha poca speranza”. Il vice sindaco Raffaele Del Giudice critica il governo: “La prevenzione, la sicurezza non possono essere di pertinenza del Comune, servono più risorse”.

 

IL COMITATO: “SCANDALOSI PARLAMENTARI, MAI UNA DISCUSSIONE SUL CASO” –  “Oggi siamo stati in Piazza Sanità per ribadire che la città non appartiene a chi spara, ma a chi ama le strade ed i propri quartieri. Lo sconforto e la rabbia non può sopraffare la speranza e la determinazione di chi da mesi, dopo la morte di Genny (Gennaro Cesarano, 17enne ucciso a settembre da una pallottola vagante, ndr) e di tutte le vittime innocenti si sta opponendo allo status quo”. In una nota il comitato Un Popolo in Cammino spiega il senso della manifestazione. “Sono mesi  – affermano gli attivisti – che diciamo che la militarizzazione non serve, ma serve un esercito di maestri di strada, politiche sociali e lavoro. Il silenzio del Governo in questi mesi é imbarazzante, abbiamo provato a chiedere risposte, ma non ne abbiamo ottenute”.
Il comitato rilancia i percorsi di mobilitazione sin dai prossimi giorni. Il 25 Aprile la manifestazione in occasione della giornata della Liberazione finirà proprio in Piazza Sanità “per ribadire, se ce ne fosse ancora bisogno, che i militari non sono la soluzione. Proprio oggi abbiamo bisogno di liberarci dall’oppressione delle Camorre, come ieri ci siamo liberati dal giogo del nazifascismo”.  “Troviamo scandaloso  – aggiunge Un Popolo in cammino – l’atteggiamento dei Parlamentari Italiani che si ricordano solo in campagna elettorale del problema delle Mafie e che, dopo circa 70 morti negli ultimi mesi, non hanno mai calendarizzato una discussione in merito. Quel giorno chiederemo anche un incontro con il Primo Ministro Renzi”.

(Foto UnPopoloinCammino/Fb)

 

 

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