Il governatore al CTO di Napoli: “No alla sanità delle clientele, sì ai meritevoli. Presto le nomine dei vertici”
“Abbiamo fatto un lavoro enorme sulla sanità in Campania, ora va difeso con i denti”. Parola di Vincenzo De Luca. Il presidente della Regione Campania, nel corso di un intervento al CTO di Napoli – struttura al centro di un intervento di ristrutturazione e ammodernamento da 12,7 milioni di euro – ha tracciato un bilancio dell’azione regionale nel settore sanitario, ma anche lanciato un avvertimento: “In Campania basta mollare la presa per un mese e non si capisce più niente”.

De Luca ha parlato di un “passaggio delicato” per la sanità regionale, riferendosi alle imminenti nomine dei direttori generali e amministrativi. “Le faremo tutte entro giugno – ha assicurato – per garantire continuità a un sistema che abbiamo riorganizzato e rilanciato. Serve senso delle istituzioni e difendere lo stile di lavoro che abbiamo introdotto. Abbiamo rotto con le logiche clientelari, puntato sui meriti e sulle competenze, non sui raccomandati”.

Il governatore ha rivendicato la selezione di personale qualificato: “È difficile trovare un concorso per primario in cui sia stato assunto il peggiore. Abbiamo puntato sui migliori, anche per dedizione e spirito di sacrificio”.
Nel suo intervento, De Luca ha annunciato la partecipazione della Regione agli Stati Generali della Prevenzione, iniziativa promossa dal ministero della Salute e in programma a Napoli a metà giugno. “Siamo sempre sospettosi quando si organizzano eventi nazionali con finalità politiche – ha detto – ma ci saremo, armati. Perché abbiamo lavorato con rispetto verso i cittadini, in un Paese dominato da opportunismi”.

La denuncia sulla mobilità sanitaria e il “sistema truffaldino”
Tra i temi più critici affrontati, quello dell’emigrazione sanitaria: quasi il 40% dei pazienti campani si sposta fuori regione per farsi curare. “Credevo si trattasse di interventi neurologici complessi – ha spiegato De Luca – invece spesso sono protesi al ginocchio o chirurgia per obesità. C’è un sistema truffaldino, con primari che lavorano in Lombardia o Toscana, che visitano una volta al mese a Napoli o Salerno e poi portano i pazienti al Nord per interventi che, in alcuni casi, abbiamo dovuto rifare”.
Il nodo, ha ammesso, è anche nella qualità dell’assistenza post-operatoria, dove il divario con il Nord resta. “Loro hanno avuto tempo e risorse per attrezzarsi – ha spiegato – ma ora anche in Campania ci stiamo muovendo. Qui al CTO ho visto la nuova piscina riabilitativa e le attrezzature moderne per la fisioterapia post-intervento. È un segnale forte”.
Nuove strutture e tecnologia avanzata
L’impegno, ha sottolineato De Luca, riguarda tutta la regione: “Stiamo ristrutturando centinaia di strutture, costruendo nuovi reparti e ospedali. Penso al Ruggi d’Aragona di Salerno o al nuovo ospedale pediatrico Santobono di Napoli”.
Infine, un dato rivendicato con orgoglio: “Siamo la prima regione d’Italia insieme alla Lombardia per dotazioni tecnologiche. Ma siamo più avanti di loro per modernità: noi siamo partiti da un enorme ritardo e lo abbiamo recuperato tutto, facendo un lavoro immane”.
Red

