Il silenzio del governatore, oggi, è apparso carico di significati. Nessun commento sui risultati liguri, solo un sorriso sfuggente ai cronisti. Ma il fermento che agita il suo entourage dice molto più di quanto De Luca sia disposto a dichiarare pubblicamente. In Consiglio regionale, alcuni fedelissimi hanno già ribattezzato il proprio gruppo “A testa alta con De Luca”, possibile brand di una delle civiche pronte a scendere in campo alle prossime Regionali. Il vero nodo è capire: saranno a sostegno del centrosinistra, o rappresenteranno un’alternativa?
Dopo i successi alle amministrative di Genova e Ravenna, per il campo progressista si apre uno scenario incoraggiante anche in Campania. Ma a pesare come un’incognita sul futuro della coalizione è il ruolo di Vincenzo De Luca. Il presidente uscente, sempre più ago della bilancia, non ha ancora sciolto la riserva: sosterrà il fronte largo Pd-M5s-Avs, oppure giocherà una partita tutta sua, con il rischio di spaccare lo schieramento e favorire il centrodestra?
Il silenzio del governatore, oggi, è apparso carico di significati. Nessun commento sui risultati liguri, solo un sorriso sfuggente ai cronisti. Ma il fermento che agita il suo entourage dice molto più di quanto De Luca sia disposto a dichiarare pubblicamente. In Consiglio regionale, alcuni fedelissimi hanno già ribattezzato il proprio gruppo “A testa alta con De Luca”, possibile brand di una delle civiche pronte a scendere in campo alle prossime Regionali. Il vero nodo è capire: saranno a sostegno del centrosinistra, o rappresenteranno un’alternativa?
In gioco c’è la leadership del campo progressista in Campania, e anche il nome del possibile candidato alla successione. Sul tavolo, in pole position, c’è Roberto Fico, ex presidente della Camera e volto di spicco del M5s, che gode dell’appoggio del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Ho sempre detto che l’alleanza larga è vincente, bisogna continuare su questa strada”, ha ribadito Manfredi, commentando i risultati positivi delle coalizioni progressiste nel nord Italia.
A fargli eco, il commissario regionale del Pd Antonio Misiani, che legge il voto come un segnale di “chiara richiesta di cambiamento” da parte degli elettori, e invita a non escludere nessuno: “Il dibattito sul candidato è in corso, lo affrontiamo senza veti e pregiudizi. Anche De Luca può dare un contributo prezioso”.
Ma proprio sul nome di Fico, secondo diverse indiscrezioni, De Luca avrebbe già fatto capire di non essere disponibile nemmeno ad aprire una trattativa. E qui si annida il cuore del problema: la possibile rottura tra il Pd campano e il presidente uscente, che controlla ancora saldamente una parte rilevante del consenso sul territorio. Se decidesse di presentare un proprio candidato – magari attraverso un sistema di liste civiche – i voti potrebbero spaccarsi, aprendo un’autostrada al centrodestra.
Il quadro si complica ulteriormente con l’ultimo sondaggio pubblicato da Fanpage, che attribuisce alla coalizione Pd-M5s-Avs un vantaggio rilevante: 48,7% contro il 37% di FdI, Forza Italia e Lega. Ma numeri alla mano, tutto potrebbe ancora cambiare. Il peso delle forze minori, il ruolo delle civiche e soprattutto le mosse di De Luca restano variabili cruciali.
Nel frattempo, la campagna elettorale è già iniziata, anche se la data del voto non è ancora fissata. Roberto Fico è da settimane in tour per la regione, mentre il centrodestra si organizza sul territorio. Uno dei nomi in lizza per la guida della coalizione è quello di Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri e volto di Fratelli d’Italia, che ha dichiarato di essere “onorato” dell’eventualità, ma precisa che la decisione spetterà ai vertici nazionali del partito.
Anche il Governo ha intensificato la propria presenza in Campania, con una serie di annunci e iniziative. Tra i simboli di questo impegno, il progetto per la riqualificazione del Parco Verde di Caivano: 130 milioni di investimenti privati per trasformare un’area simbolo di degrado, come ricorda la premier Giorgia Meloni. “Avevamo promesso che non ci saremmo fermati – ha detto – e stiamo mantenendo quell’impegno”.
La sfida per Palazzo Santa Lucia è quindi già entrata nel vivo. Ma prima ancora dei nomi, sarà decisivo capire se il campo progressista riuscirà a tenere insieme i suoi pezzi. E se Vincenzo De Luca sarà parte della partita o il detonatore di una nuova frattura.
Alma

