Il Thalassa montezumae è stato rilasciato alla Mostra d’Oltremare per contrastare la cocciniglia tartaruga, il parassita che ha già compromesso migliaia di pini in Campania e nel Mediterraneo
Alla Mostra d’Oltremare di Napoli è iniziata una nuova fase nella lotta alla cocciniglia tartaruga del pino, il parassita invasivo che negli ultimi anni ha compromesso migliaia di alberi in Campania e in molte altre zone italiane e mediterranee. Per la prima volta al mondo è stato avviato un progetto sperimentale basato sull’utilizzo del Thalassa montezumae, un coleottero predatore naturale della cocciniglia, con l’obiettivo di individuare una soluzione biologica efficace e sostenibile per proteggere il patrimonio verde.
Durante la prima operazione sono stati introdotti circa cento esemplari del coleottero all’interno dell’area individuata per il test, interessando quindici pini e altre quindici specie ornamentali presenti nella Mostra d’Oltremare. Nei prossimi mesi tecnici e ricercatori seguiranno costantemente l’evoluzione della popolazione del predatore, valutandone la capacità di adattamento, insediamento e contenimento della diffusione della cocciniglia.

Il progetto nasce nell’ambito delle attività promosse e finanziate dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e viene coordinato in Campania dal Servizio Fitosanitario Regionale. La sperimentazione vede il coinvolgimento scientifico del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, attraverso la Sezione di Entomologia, mentre le attività operative sono realizzate dal CREA Difesa e Certificazione di Firenze.
L’iniziativa rappresenta un possibile cambio di paradigma nella gestione dell’emergenza fitosanitaria. Finora la difesa dei pini dalla cocciniglia tartaruga è stata affidata soprattutto a trattamenti con prodotti fitosanitari, con conseguenze economiche e ambientali rilevanti. L’introduzione di un antagonista naturale potrebbe invece offrire una strategia alternativa, riducendo progressivamente la necessità di interventi chimici qualora i risultati della sperimentazione confermassero l’efficacia del metodo.
«Questa sperimentazione pone la Campania al centro di una ricerca che potrebbe avere ricadute importanti anche oltre i confini regionali», ha dichiarato l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca. «L’obiettivo è costruire una risposta innovativa e rispettosa dell’ambiente contro una delle più gravi minacce che stanno colpendo il patrimonio arboreo. La tutela delle nostre pinete storiche, dalle aree napoletane e flegree fino ai territori domizi e cilentani, richiede strumenti sempre più avanzati e sostenibili».
La Mostra d’Oltremare, scelta come sede del primo rilascio sperimentale, ha sottolineato il valore dell’iniziativa come punto d’incontro tra ricerca, innovazione e tutela ambientale. Il presidente Remo Minopoli ha evidenziato come il parco napoletano possa diventare un luogo di sperimentazione aperto alle grandi sfide ambientali contemporanee, contribuendo alla ricerca di soluzioni utili per la qualità del verde urbano e per la salvaguardia degli ecosistemi.
Il prossimo appuntamento operativo è fissato per l’inizio di settembre, quando gli specialisti del Servizio Fitosanitario Regionale, del CREA Difesa e Certificazione e dell’Università Federico II effettueranno le prime verifiche sul campo. I controlli serviranno a stabilire se il coleottero sarà riuscito a stabilizzarsi nell’ambiente e se avrà iniziato a esercitare un’effettiva azione di contrasto nei confronti della cocciniglia.
Il programma di monitoraggio continuerà anche nei mesi successivi per raccogliere dati scientifici e valutare la possibilità di estendere questa tecnica di lotta biologica ad aree più vaste. La sperimentazione napoletana potrebbe quindi rappresentare un passaggio decisivo verso un nuovo modello di protezione delle pinete mediterranee, fondato sull’equilibrio naturale e sull’impiego di soluzioni innovative.
Alessandro Manna

