Scoppia la polemica sul concorso per 1.274 posti: accuse di opacità e sospetti politici
Il tanto atteso Concorso Unico Regionale per l’assunzione di 1.274 Operatori Socio Sanitari (OSS), previsto tra il 22 e il 26 settembre, è stato rinviato a data da destinarsi dalle ASL di Salerno e Napoli 1 Centro. La comunicazione, arrivata a pochi giorni dall’inizio delle prove, ha provocato una vera e propria bufera politica e sindacale.
Il rinvio, il caos, la rabbia
Motivazioni ufficiali? “Criticità tecniche e organizzative”. Una formula giudicata vaga e inaccettabile da centinaia di candidati che da mesi si preparavano con sacrifici economici, familiari e professionali. L’annuncio ha colto tutti di sorpresa, seminando sconcerto e indignazione tra i partecipanti e le sigle sindacali.
Muscarà: “Vecchia politica e scambi di voti”
Durissima la reazione della consigliera regionale indipendente Marì Muscarà, che parla senza mezzi termini di un sistema “che umilia chi studia onestamente”, evocando sospetti su possibili pressioni politiche dietro la sospensione. “Commissioni nominate, sedi fissate… Cosa è successo davvero al PalaPartenope e al PalaVesuvio?”, si chiede. Poi l’affondo: “Non è una coincidenza: è l’odore della vecchia politica”.
Sindacati in allerta: “Pronti alla mobilitazione”
Anche i sindacati non restano a guardare. La Cgil Funzione Pubblica Campania, con il segretario Marco D’Acunto, esprime “solidarietà e sostegno totale” ai candidati, sottolineando come il rinvio “mina la fiducia nelle procedure pubbliche”. La Cisl FP Campania è ancora più dura: definisce il rinvio “una decisione irresponsabile”, annunciando proteste e mobilitazioni imminenti se non arriveranno spiegazioni chiare e nuove date.
Ronghi: “Puzza di bruciato in piena campagna elettorale”
Il presidente di Sud Protagonista, Salvatore Ronghi, insieme a Pietro Funaro, denuncia il rischio che il rinvio sia strumentale a logiche elettorali. “Si vogliono forse tenere in sospeso 25mila persone per non scontentare nessuno prima del voto?”, si chiedono.
I 50% riservati e i lavoratori in cassa
Molte sigle ricordano che metà dei posti a concorso sono riservati a chi ha prestato servizio durante l’emergenza Covid. Tra questi, centinaia di OSS oggi in cassa integrazione che aspettano solo di essere stabilizzati. “Invece di sospendere, si proceda alla loro assunzione immediata”, è l’appello condiviso da più fronti.
Il Movimento 5 Stelle chiede trasparenza
Anche il consigliere regionale Gennaro Saiello (M5S) interviene con un’interrogazione urgente: “I candidati hanno diritto a sapere la verità. Si faccia chiarezza subito, anche sulla banca dati dei quesiti”. Saiello propone inoltre l’apertura di un tavolo tra Regione, sindacati e parti sociali.
Fiola (PD): “Sconcerto legittimo, servono risposte serie”
Dello stesso avviso la consigliera del PD Bruna Fiola, che chiede immediatamente di fissare nuove date: “Serve una motivazione seria, che vada oltre la formula vaga delle ‘criticità tecniche’. I candidati meritano certezze”.
Sanità campana nel caos
La vicenda riapre il dibattito sull’organizzazione della sanità pubblica in Campania, dove carenze di personale croniche convivono con procedure farraginose e tempistiche indefinite. Il rinvio del concorso rappresenta un colpo durissimo anche alla già fragile sanità di prossimità, legata allo sviluppo delle nuove Case di Comunità.
Ciro Crescentini

