Accuse di body shaming e razzismo contro il giornalista dopo l’intervento su Radio24
Forti polemiche stanno investendo il giornalista Paolo Mieli dopo alcune affermazioni rilasciate durante la rassegna stampa su Radio24, in cui ha descritto Souzan Fatayer, candidata di Alleanza Verdi e Sinistra alle prossime elezioni regionali, come «la palestinese napoletana in leggerissimo sovrappeso». Una frase che ha scatenato reazioni indignate da parte del mondo politico, sindacale e dell’opinione pubblica.
Tra i primi a intervenire sui social è stata Selvaggia Lucarelli, che ha commentato con durezza: «Questo è Paolo Mieli e anche un po’ lo stato del giornalismo in questo Paese». La giornalista ha condiviso anche il video dell’intervento in Senato di Peppe De Cristofaro, capogruppo di AVS e presidente del gruppo Misto a Palazzo Madama, che ha bollato le parole di Mieli come «vergognose».
Durante la trasmissione, Mieli ha dichiarato: «AVS candida Souzan Fatayer, la palestinese napoletana che esalta Hamas, una signora in leggerissimo sovrappeso». Quando il conduttore Simone Spetia ha osservato che la descrizione fisica fosse «poco importante», Mieli ha replicato: «Non lo dico per un giudizio estetico. Siccome lì la campagna è sulla fame, la carestia… questa signora presentata così suscita ironie».
Parole che hanno provocato una condanna ufficiale anche da parte della Cgil di Napoli e Campania, che in una nota ha definito l’episodio «l’ennesima dimostrazione di come in Italia alcuni giornalisti continuino a negare ciò che sta accadendo in Palestina». La Cgil ha inoltre denunciato «l’utilizzo del body shaming per sostenere la tesi che i palestinesi non muoiono di fame, sminuendo la gravità della crisi umanitaria in corso». La segreteria della Cgil ha concluso la nota esprimendo «solidarietà e vicinanza a Souzan Fatayer, certa che queste offese non faranno che rafforzare il suo impegno e quello della comunità palestinese in Campania nella denuncia del genocidio in corso».
Souzan Fatayer è docente presso l’Università Orientale di Napoli, mediatrice culturale negli ospedali, ed è stata nominata ‘Donna per la pace’ nel 2003 e 2005. Vive a Napoli da oltre 40 anni ed è impegnata attivamente nel dialogo interculturale e nella promozione dei diritti umani.
«Qual è la sua colpa?» – ha domandato De Cristofaro in aula – «Essere palestinese? Essere napoletana? O, come lascia intendere Mieli, avere un corpo che non rientra nei canoni estetici imposti? È un attacco subdolo e discriminatorio, oltre che pericoloso».
Questa vicenda riaccende il dibattito sul ruolo dell’informazione in Italia e sulla necessità di un giornalismo etico, rispettoso e libero da pregiudizi e stereotipi.
Ciro Crescentini

