Scontro sulla proprietà dell’immobile vicino al Convento di San Francesco a Folloni: già speso oltre un milione per la progettazione
L’idea di un Ospedale di Comunità a Montella rischia di trasformarsi in un progetto mancato. A distanza di mesi dall’avvio dell’iter, la struttura prevista accanto al Convento di San Francesco a Folloni si trova oggi al centro di un nodo amministrativo che potrebbe compromettere definitivamente il finanziamento previsto dal PNRR.
Nei giorni scorsi la Regione Campania ha inviato una richiesta formale di chiarimenti all’Asl di Avellino, ente incaricato di realizzare l’intervento. La comunicazione fissava un termine di sette giorni per fornire spiegazioni sulle criticità emerse. Il tempo indicato è ormai trascorso senza che siano arrivate risposte pubbliche, alimentando timori sulla possibile revoca dei fondi europei destinati al progetto.
Il problema principale riguarda la disponibilità dell’immobile individuato per ospitare la struttura sanitaria. L’edificio, situato nelle immediate vicinanze del complesso religioso di San Francesco a Folloni, era stato concesso dal Comune all’Asl. Tuttavia, dal 2024 la proprietà è oggetto di una disputa legale con i Frati Minori Conventuali, circostanza che ha aperto interrogativi sulla reale titolarità del bene.
Proprio su questo punto la Regione chiede chiarimenti puntuali. L’accordo sottoscritto per l’attuazione degli interventi PNRR impone infatti la comunicazione tempestiva di ogni contenzioso o criticità che possa incidere sulla realizzazione delle opere. Gli uffici regionali vogliono verificare se esistano effettivamente le condizioni giuridiche per utilizzare l’immobile e se la sua disponibilità sia stata accertata in modo adeguato, anche attraverso il coinvolgimento del Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno.
La richiesta di chiarimenti riguarda anche le verifiche preliminari effettuate prima dell’inserimento dell’opera nella programmazione sanitaria regionale. Tra i punti da chiarire c’è inoltre la procedura di esproprio richiamata nei documenti della Conferenza dei Servizi, che ora necessita di spiegazioni più dettagliate.
L’Asl di Avellino è quindi chiamata a prendere una posizione chiara. L’ente dovrà stabilire se procedere con un riesame degli atti amministrativi o valutare addirittura l’annullamento in autotutela delle procedure avviate. Una decisione che potrebbe servire a evitare conseguenze più gravi, tra cui la perdita del finanziamento e il rischio di responsabilità contabili per le risorse già spese.
Finora, infatti, oltre un milione di euro è stato già utilizzato per la fase progettuale. Nel frattempo i lavori non sono mai realmente partiti. In un verbale interno dell’Asl datato 27 febbraio si parla di attività “sospese”, ma di fatto il cantiere non è stato avviato. Anche la rendicontazione dell’intervento presenta ritardi che, senza un rapido chiarimento, renderebbero impossibile rispettare le scadenze imposte dal programma europeo.
A rendere ancora più evidente la fragilità della vicenda è il silenzio che circonda il progetto a livello territoriale. L’eventuale fallimento dell’Ospedale di Comunità non riguarderebbe solo Montella, ma un’area più ampia dell’Irpinia che avrebbe dovuto beneficiare di un presidio sanitario di prossimità. Eppure, finora, dal territorio non sono emerse prese di posizione significative né richieste di verifica sulla scelta della sede.
Così, mentre il futuro dell’opera resta sospeso tra procedure amministrative e contenziosi, il rischio concreto è che un’infrastruttura sanitaria attesa finisca per dissolversi prima ancora di nascere, lasciando dietro di sé solo spese sostenute e un’opportunità perduta per il territorio.
Alma

