Lettera aperta al Governo per chiedere lo sblocco del progetto rivolto ai disoccupati di lunga durata e un incontro con una delegazione dei beneficiari
Una presa di posizione forte pubblica e istituzionale. Il cardinale di Napoli Domenico Mimmo Battaglia ha deciso di intervenire direttamente nella vicenda dei circa 1200 tirocinanti del progetto Disoccupati e inoccupati di lunga durata Napoli rivolgendo una lettera aperta al sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon e coinvolgendo anche il prefetto di Napoli il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. L’obiettivo è uno solo evitare che il percorso lavorativo già avviato da centinaia di persone venga interrotto lasciando nell’incertezza famiglie che da anni attendono un’opportunità.
Nella lettera inviata oggi l’arcivescovo racconta di aver incontrato molte persone che vivono ai margini della società e ricorda come la mancanza di lavoro non sia una semplice statistica ma una realtà quotidiana fatta di sacrifici e speranze. «Mi rivolgo a Lei per la vicenda dei circa 1200 tirocinanti napoletani coinvolti nel progetto Disoccupati e inoccupati di lunga durata Napoli. I tirocinanti mi hanno informato che i beneficiari hanno firmato i contratti di tirocinio nel mese di maggio e che le attività sono iniziate tra la fine di maggio e i primi di giugno. Sono anche venuto a conoscenza che improvvisamente è stata comunicata l’ipotesi di sospensione del progetto senza che le ragioni procedurali di questa scelta siano state finora rese pienamente comprensibili a chi quel percorso lo sta vivendo sulla propria pelle».
Il cardinale sottolinea di aver seguito con attenzione anche la mobilitazione dei tirocinanti e gli incontri istituzionali che si sono svolti nelle ultime settimane. «Dietro ogni numero di questa platea c’è una storia di attesa spesso lunga anni e una speranza che finalmente si stava per tradurre in un piccolo ma concreto passo verso la dignità del lavoro. Molti di questi uomini e queste donne hanno rinunciato ad altre occasioni anche più remunerative pur di credere in questo percorso».
Secondo Battaglia interrompere il progetto significherebbe infliggere un nuovo colpo a persone che hanno già conosciuto anni di precarietà. «Sospendere ora tutto senza risposte chiare e tempestive significherebbe infliggere una ferita ulteriore a chi già porta il peso di una precarietà troppo a lungo sopportata».
Il cardinale chiede quindi al Ministero di intervenire rapidamente per garantire la continuità del progetto assicurare il pagamento delle indennità spettanti ai tirocinanti e risolvere le eventuali criticità amministrative senza far ricadere le conseguenze sui lavoratori.
Nella lettera viene inoltre rilanciata la richiesta già avanzata dal Consiglio comunale di Napoli di ricevere al Ministero una delegazione dei beneficiari del progetto. «Le chiedo inoltre come già richiesto dal Consiglio Comunale di voler ricevere al più presto una delegazione dei beneficiari presso il Ministero perché possano essere ascoltati direttamente da chi ha responsabilità di decidere del loro futuro».
Il finale della lettera assume un forte valore sociale oltre che istituzionale. Richiamando la dottrina sociale della Chiesa e la Costituzione italiana il cardinale afferma che il lavoro rappresenta uno strumento fondamentale di dignità e partecipazione alla vita della comunità. «Il lavoro secondo la dottrina sociale della Chiesa e la nostra Costituzione è un diritto e una via privilegiata attraverso cui la persona costruisce se stessa e contribuisce al bene comune. Sbloccare questi tirocini sarebbe un segno concreto che le istituzioni non abbandonano chi ha creduto in uno Stato di diritto».
L’intervento dell’arcivescovo di Napoli arriva in un momento particolarmente delicato della vertenza e rappresenta una delle prese di posizione più autorevoli finora espresse.
La scelta di rivolgersi direttamente al Governo conferisce alla vicenda una rilevanza che supera il piano amministrativo e diventa una questione sociale che coinvolge l’intero territorio napoletano. Per i 1200 tirocinanti che attendono una risposta definitiva sul futuro del progetto la lettera di Battaglia rappresenta un importante sostegno morale e istituzionale oltre a un invito rivolto alle istituzioni affinché la speranza di un lavoro non si trasformi nell’ennesima occasione perduta.
Ciro Crescentini

