Ancora una volta è stata percorsa la strada più facile: umiliare i senza lavoro e colpevolizzare i percettori di un reddito da fame.
Le istituzioni nazionali e locali continuano a proporre ai disoccupati di lavorare gratis, senza contributi e diritti collettivi. Iniziative che alimentano sfruttamento e lavoro nero legalizzato dallo Stato.
L’ultima iniziativa dell’amministrazione comunale di Napoli, sostenuta dai soliti esponenti del M5S è paradossale. L’ente di Palazzo San Giacomo utilizzerà 350 disoccupati che percepiscono meno di 500 euro di reddito di cittadinanza per la cura del verde pubblico, ripulire i parchi cittadini dai rifiuti e alcune attività sociali. Ennesima iniziativa che alimenterà sfruttamento e lavoro nero legalizzato.
Il progetto è stato presentato nelle ultime ore dal sindaco Gaetano Manfredi e dagli assessori al Verde, Vincenzo Santagada, e al Lavoro, Chiara Marciani. I senza lavoro saranno gestiti dalle solite associazioni no profit che beneficeranno di contributi pubblici per le “spese che sosterranno” per l’acquisto delle attrezzature e la “formazione”.
Ai percettori del reddito di cittadinanza andrebbe offerto lavoro vero e dignitoso, con tanto di buste paga regolari e contributi previdenziali. L’amministrazione comunale partenopea poteva coinvolgere le imprese, le cooperative, le piccole imprese per valutare la possibilità di stipulare accordi di programma o protocolli di intesa per l’utilizzo dei senza lavoro. Le leggi vigenti, tra l’altro, concedono fortissimi sgravi fiscali e contributivi per gli imprenditori che assumono regolarmente i disoccupati di lunga durata o percettori del reddito di cittadinanza.
Invece, ancora una volta è stata percorsa la strada più facile: l’umiliazione dei disoccupati, la colpevolizzazione dei percettori di un reddito da fame.
Ciro Crescentini

