Il provvedimento colpisce il 63enne Pasquale Zinzi, condannato a 3 anni per partecipazione alla Alleanza di Secondigliano

NAPOLI – E’ stato condannato alla pena di 3 anni di reclusione nel 2009, dalla Corte di Appello di Napoli, con sentenza resa esecutiva nell’aprile 2011 dalla Cassazione per partecipazione al cartello camorristico dell’Alleanza di Secondigliano, promosso, diretto ed organizzato da Edoardo Contini e dai fratelli Vincenzo, Pietro e Maria Licciardi. Oggi i poliziotti della divisione anticrimine della Questura di Napoli hanno eseguito nei suoi confronti un decreto di sequestro di beni del valore complessivo di circa 800mila euro. Il 63enne napoletano Pasquale Zinzi è “delineato sin dai primi anni ’90  – spiega una nota della polizia – come ‘uomo di camorra’ legato alla famiglia Licciardi, proprio per la sua veste di uomo di affari incensurato e non implicato direttamente in episodi criminali”. L’imprenditore contiguo al clan è “riuscito a guadagnare nel mondo imprenditoriale credito anche bancario – prosegue la nota – con un personale inserimento nel settore del commercio di alto livello, tanto da stabilirsi anche al Cis di Nola”. Le indagini hanno svelato il ruolo cell’imprenditore all’epoca incensurato, che aveva assunto il compito ed anche l’onere, di gestire le attività commerciali del clan e di rispondere ai capi del loro andamento economico. I beni sequestrati consistono in un appartamento di 5,5 vani sito in Npoli alla via Sant’ Antonio Abate, un appartamento di 5,5, vani in Napoli al Corso Garibaldi, un lastrico solare abitabile ed arredato sito in Napoli alla via Sant’Antonio Abate e in un locale al piano terra, ad uso negozio, a Napoli alla via Sant’Antonio Abate.

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