Una delegazione ricevuta dal direttore dell’Ente Roberto Bafundi. Mercoledì manifestazione a Porta Capuana
Una cinquantina di attivisti di Unione Popolare, Potere al Popolo e Usb e senzalavoro hanno partecipato al presidio davanti alla sede dell’Inps di Napoli, per protestare contro la stretta del Governo sul Reddito di Cittadinanza. “Le guerre tra poveri le vincono i ricchi”, recita uno striscione. Su un altro campeggia, invece, la scritta “Per loro evasione e vitalizi, per noi schiavitu’“.
Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal direttore della sede Inps di Napoli, Roberto Bafundi.
“Ci premeva sapere quando i 21.500 nuclei familiari a Napoli che hanno avuto il messaggio che cancella il reddito da oggi in poi, avranno diritto alla nuova misura prevista dal decreto legge trasformato in legge. La risposta del direttore dell’Inps di Napoli è stata che in questo momento lui non sa dare una risposta, perché dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali non è arrivata nessuna istruzione in merito” – afferma Giuliano Granato, esponente di Potere al Popolo.
Granato ricorda che al centro del dialogo è conoscere quando si apriranno le porte “per i famosi 350 euro – ha detto – del supporto formazione e lavoro, che dovrebbe entrare in funzione dal primo settembre. Il problema è che non c’è nulla più di questo per questo abbiamo chiesto al direttore di dirci quando ci sarà il diritto a questi soldi. Ci ha detto che uscirà un comunicato stampa a breve che chiarirà una serie di aspetti, ma credo che su questo non avremo notizie oggi perché c’è un grosso problema: nel decreto si dice infatti che questi 350 euro arriveranno nel momento in cui ci si iscrive a tre agenzie per il lavoro, ci si attiva per un corso di formazione e quando viene attivato il corso di formazione si percepiranno. Capite bene che dal momento dell’iscrizione al momento dell’attivazione del corso di formazione possono passare settimane. In questo momento non c’è neanche la piattaforma, anche se il direttore ci ha assicurato che sarà online a breve. Ma se i soldi arrivano il primo settembre o il 15 o il 30 settembre o a ottobre, per le persone cambia tanto, perché se tu hai vissuto di reddito di cittadinanza e per 60 giorni non hai un euro come vivi? Non si può vivere di aria. Il direttore ha preso l’impegno di interrogare le altre istituzioni, Ministero, Regione, Comuni e Centri per l’impiego e di cercare di dare una risposta a breve. Noi chiediamo che l’erogazione parta dal momento dell’iscrizione al corso di formazione e non dal momento dell’attivazione del corso perché questi soldi devono arrivare il prima possibile altrimenti le persone non sanno come sopravvivere”
Per l’Unione sindacale di base “non siamo disposti ad accettare i ricatti di questo governo. È inaudito che si permettano di liquidare con un messaggio 169mila famiglie in difficoltà e sulla soglia della povertà assoluta. Un governo che fa il leone con i più deboli, mentre diventa agnello con i potenti di questo paese e di questo pianeta”.
Potere al Popolo ricorda che “in Campania, i destinati del messaggio sono stati quasi 37mila nuclei, oltre 21mila nella provincia di Napoli. Da agosto, si troveranno senza la loro unica entrata e saranno costretti ad accettare qualsiasi offerta di lavoro, anche la più sottopagata”.
Da Pap parlano di un governo che si comporta “come un Robin Hood al contrario: toglie ai poveri, per dare ai ricchi. Con la sospensione del reddito, il governo Meloni dichiara guerra ai poveri che, nella sua propaganda, ha sempre definito “fannulloni”, ma non fa nulla contro la povertà. Dall’altra parte, infatti, continua a rifiutare ogni proposta di salario minimo, a favorire la pace fiscale con gli evasori fiscali, a sostenere le grandi aziende che macinano profitti e a finanziare la guerra, aumentando la spesa militare“.
Sulla questione è intervenuta la consigliera comunale Alessandra Clemente durante la seduta del Consiglio comunale: “la patata bollente è stata lanciata sui Comuni” e “i Centri per l’impiego non hanno mai veramente funzionato come costruttori di ‘occasioni di lavoro’, e perciò la loro capacità di cooperare con i Comuni appare assolutamente problematica” – ha sottolineato la consigliera comunale.
Secondo Clemente, “l’unica preoccupazione del Governo sarà contenere la protesta che ci sarà e non potrà non esserci. Appare chiaro che è in discussione la tenuta sociale nella nostra città, vittima ancora una volta di una politica miope e nord-centrica”. “Chiediamo – prosegue Clemente – che con estrema urgenza l’amministrazione comunale adotti misure integrative urgenti per scongiurare che la povertà si abbatta ulteriormente sui nostri cittadini. E’ necessario che si metta in atto tutto quanto è nelle possibilità e nelle competenze dell’ente”.

