Respinto il suo ricorso. In arrivo altri due provvedimenti a Napoli. L’ex dirigente denuncia: “Clima autoritario”
La Commissione di Garanzia Nazionale della Cgil ha deliberato l’espulsione di Osvaldo Barba, ex dirigente della Slc Napoli. Il provvedimento deciso lo scorso 14 luglio, segue la sospensione per nove mesi irrogata dal Comitato di Garanzia Interregionale Sud lo scorso marzo. La Commissione, presieduta da Ivana Galli, ha accolto il ricorso presentato dalla segreteria nazionale Slc – firmato da Riccardo Saccone e Marco Del Cimmuto – e respinto quello di Barba.

L’ex dirigente, che aveva già presentato denuncia-querela alla Procura di Napoli, parla apertamente di “sentenza politica”. E rilancia: “La decisione era presa da tempo. Mi hanno negato persino l’accesso agli atti per difendermi. Nessuna attesa dell’azione giudiziaria”. Barba si era dimesso da tutti gli incarichi già a giugno.
I fatti contestati
La Commissione attribuisce a Barba una serie di responsabilità contabili e gestionali nella gestione della struttura Slc Napoli. Tra le accuse: pagamenti in contanti, uso non formalizzato della sede da parte del SINAGI, e rapporti economici non tracciati. L’ex dirigente respinge ogni addebito.
Il collegio sostiene l’esistenza di una “responsabilità oggettiva e soggettiva”, aggravata dalla “non conoscenza o mancato ricordo” di decisioni chiave. Le violazioni citate fanno riferimento agli articoli 5, 27 e 28 dello Statuto CGIL, al Codice Etico e al regolamento amministrativo.

Un’epurazione mascherata?
Ma la vicenda, secondo diverse fonti sindacali, presenta elementi politici. Barba, figura nota nella vertenza Almaviva Napoli, si era distinto anni fa per la linea autonoma e per lo scontro con l’allora responsabile nazionale Tlc – proprio Riccardo Saccone, oggi Segretario Generale Slc e promotore del ricorso contro di lui.
Negli ultimi mesi, Barba aveva rilanciato l’attività CGIL nel quartiere di Fuorigrotta, e si era fatto portavoce delle istanze dei lavoratori disabili, in particolare nella vertenza Call.It/Wind3, ignorata dai vertici nazionali. Inchieste e denunce sociali che, secondo i suoi sostenitori, avrebbero irritato l’apparato centrale.

Slc, diaspora verso la Cisl: ma nessuno risponde
Il clima teso dentro la Slc Campania è confermato da un altro fatto: al congresso straordinario FISTel-CISL Campania, è stato eletto Gisberto Rondinella come nuovo segretario generale. A sostenerlo, Francesco De Rienzo, Marco Durante e Maria Rosaria D’Urso. Tutti ex dirigenti SLC, transitati in blocco nella CISL negli ultimi otto mesi.
Il dato politico è evidente: una fetta consistente della classe dirigente campana Slc è migrata nella Cisl, senza che la segreteria nazionale CGIL abbia mai affrontato la questione. Nessun chiarimento, nessuna assunzione di responsabilità. Una domanda resta inevasa: chi ha permesso e tollerato questo passaggio di campo? Perché si colpisce Barba, ma non chi ha favorito gli atti trasformistici di coloro che hanno voltato le spalle all’organizzazione?

Indiscrezioni: altre espulsioni in arrivo
Secondo informazioni raccolte da fonti interne, la Commissione nazionale avrebbe predisposto altri due provvedimenti disciplinari contro dirigenti della Slc Napoli e Campania. Una campagna punitiva, secondo chi osserva da vicino la vicenda, che punta a bonificare l’area ritenuta più dissidente rispetto alla linea nazionale.
Barba: “Non mi fermo, andrò avanti in tribunale”
Barba annuncia battaglia legale e assicura che proseguirà il suo impegno a fianco di disabili, precari e senza dimora. “Non mi hanno colpito per le accuse, ma per quello che rappresento. Non arretrerò”, ha dichiarato.
Il caso resta aperto. E mina il pluralismo sindacale interno
Il rischio ora è che questa espulsione – motivata da questioni statutarie e amministrative – nasconda un’operazione di carattere politico. Una dinamica che mette a nudo il nervo scoperto del più grande sindacato italiano: la gestione del dissenso e del pluralismo interno. Un sindacato che espelle invece di ascoltare, punisce invece di confrontarsi, rischia di allontanarsi dal suo stesso statuto.
Ciro Crescentini
