Scadrà il 31 dicembre 2027 la convenzione che affida all’azienda speciale Napoli Acqua Bene Comune (ABC) la gestione del servizio idrico integrato. Una scadenza che potrebbe però non segnare la fine dell’esperienza pubblica di ABC, dal momento che è prevista la possibilità di proroga per altri 30 anni.
ABC è considerata da comitati, associazioni, sindacati e forze politiche un esempio virtuoso di gestione pubblica dell’acqua: distribuisce acqua di alta qualità ai cittadini napoletani, applica alcune delle tariffe più basse a livello nazionale e mantiene una percentuale di dispersione idrica inferiore alla media italiana, grazie alla capacità di reinvestire gli utili direttamente nella rete.
Ma il futuro dell’azienda è oggi al centro del dibattito politico. Secondo i promotori della mobilitazione che si è tenuta oggi davanti a Palazzo San Giacomo, trasformare ABC in una società per azioni significherebbe aprire la strada alla privatizzazione del servizio. Basterebbe infatti un intervento normativo del Governo per consentire l’ingresso di soggetti privati, incluse le multinazionali del settore.
Nel corso della giornata si è riunito anche il Consiglio di Distretto Napoli dell’Ente Idrico Campano. Intanto, il Comitato Acqua Napoli e il Coordinamento regionale campano – con il sostegno del Forum Nazionale per l’Acqua Pubblica – hanno rilanciato la richiesta di prorogare per altri 30 anni la convenzione con ABC, come già deliberato dallo stesso Ente Idrico Campano.
“Il decreto legislativo 201 del 2022, varato dal Governo Meloni, non può cancellare retroattivamente quanto già deciso – affermano i promotori –. Disattendere quella deliberazione significherebbe assecondare la strategia di privatizzazione tracciata anni fa da Berlusconi e fermata solo dal referendum del 2011, quando 26 milioni di italiani si espressero in favore della gestione pubblica dell’acqua”.
I manifestanti respingono ogni ipotesi di riforma dell’azienda che, a loro giudizio, sarebbe ispirata dal “Patto per Napoli” con l’unico obiettivo di avviare un processo di privatizzazione delle partecipate comunali.
“In un contesto di cambiamenti climatici e crescente scarsità della risorsa – dichiarano – sarebbe irresponsabile trasformare ABC in una SPA. Facciamo nostro il messaggio di Papa Francesco, che ha definito inaccettabile ogni tentativo di privatizzazione dell’acqua”.
Red
