Napoli, mille in piazza contro lasciapassare:  “Operai, studenti e disoccupati vinceremo organizzati”

Iniziativa di lotta promossa dal Sicobas contro il lasciapassare del controllo sociale. Chiesta l’applicazione del Testo Unico per la Sicurezza

In mille hanno partecipato oggi pomeriggio a Napoli alla manifestazione promossa dall’organizzazione sindacale indipendente, Si-Cobas. Una mobilitazione unitaria contro il governo Draghi e l’introduzione del Green pass e per l’uscita dallo stato di emergenza Covid.

I partecipanti sono partiti da piazza Dante e hanno percorso via Toledo, per poi giungere in piazza Plebiscito, davanti al palazzo della prefettura. Ribadito, sugli striscioni, il no “alle azioni repressive messe in campo contro la protesta sul Green pass“, che secondo i manifestanti è “uno strumento di controllo sociale”.

In piazza studenti, disoccupati e lavoratori di aziende pubbliche e private. In prima fila i lavoratori SI Cobas della manutenzione stradale che da alcune settimane hanno promosso una molte iniziative di lotta contro il ricatto del greenpass obbligatorio e del tampone a carico degli operai.

Le aziende della manutenzione stradale della Campania, su tutte la Scarl Multiservice di San Tammaro, stanno usando il greenpass come un alibi per colpire e discriminare i lavoratori più combattivi, e come sia inaudito che in categorie che portano a casa salari da fame di circa 1000 euro al mese, al danno debba aggiungersi la beffa di dover pagare più di 200 euro al mese di tamponi – spiega in una nota il Si Coba di Napoli e Caserta – Il SI Cobas fin dall’inizio dell’emergenza pandemica rivendica la gratuità e l’universalitá dei tamponi sia per chi è vaccinato che per chi non lo è, in quanto unico mezzo diagnostico utile alla prevenzione e al tracciamento dei contagi. Una tutela prevista dalla legge 81/08, testo unico per la sicurezza sui luoghi di lavoro, in cui si prevede espressamente che ogni misura di sorveglianza sanitaria sia a carico dei datori di lavoro – continua la nota – Una tutela negata e gettata nel dimenticatoio dal Governo Draghi, che usa la campagna vaccinale solo come arma di propaganda politica e come strumento per scaricare la responsabilità dell’emergenza sulle spalle dei lavoratori.Su queste rivendicazioni il SI Cobas continuerà a dare battaglia fin quando non sarà ritirato il decreto che impone l’obbligo del greenpass e del tampone a carico del lavoratore” – conclude la nota

CiCre

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