Riceviamo e pubblichiamo integralmente
Dal 15 febbraio i lavoratori con oltre 50 anni non vaccinati saranno sospesi dal lavoro mentre alle altre persone sarà comminata una multa di 100 euro. Una misura che si va ad aggiungere a quelle già messe in atto nei mesi precedenti per altre categorie di lavoratori e a quelle introdotte il 1 febbraio che limitano l’accesso ad uffici servizi e negozi essenziali a chi è sprovvisto di green pass.
Questo ennesimo ricatto non ha nulla di sanitario. Anche chi ha seguito scrupolosamente le indicazioni del governo, di fronte a vaccinati che si contagiano e contagiano e a un numero di morti simili a quelli di un anno fa, comincia a sospettare che la divisione costruita con cinismo tra vaccinati e non sia servita, serva e servirà solo a indebolire e azzerare la possibilità di difesa contro capitalisti e governo.
Per perseguire questa politica divisiva si sventola la concessione della durata illimitata del green pass per chi ha fatto la terza dose di vaccino fino alla quarta prossima ventura.
L’obiettivo vero del governo è, infatti, quello di imporre alla stragrande maggioranza della popolazione una restrizione sempre più marcata degli spazi di libertà personale, sindacale, politica e persino delle normali relazioni sociali attraverso rinnovate e continue emergenze. Un disciplinamento e un controllo asfissiante di cui il green pass
costituisce solo un primo strumento per passare al passaporto digitale, strumento per registrare ogni attività di ciascun cittadino che consentirà allo stato di decidere quali attività permettere e quali vietare a chi non obbedisce alle sue disposizioni. Così si potrà procedere senza intralci a nuovi attacchi alle condizioni di vita e di lavoro degli sfruttati.
Le grandi mobilitazioni di massa che da mesi attraversano l’intero mondo occidentale,dimostrano però che la volontà di resistenza alla gestione autoritaria ed emergenzialista è forte, continua ad allargarsi che spessovede protagoniste le masse lavoratrici, dai portuali di Trieste ai camionisti canadesi, che indicano chiaramente nella lotta la strada percorribile, l’unica, per il movimento di resistenza.
Un movimento ormai mondiale in risposta all’attacco dei circoli dominanti che, attraverso lo strapotere delle oligarchie finanziare e gli stati che li rappresentano, determinano un vero scenario di aggressione al futuro dell’intero genere umano.
Per tale motivo è importante continuare a resistere contro questa sciagurata politica rafforzando le mobilitazioni ed estendendo la partecipazione a tutti coloro che sono colpiti dalle conseguenze dei provvedimenti governativi (siano essi vaccinati o non), dai licenziamenti in massa alla ulteriore diffusione del lavoro precario, dall’aumento del
costo della vita ai salari che restano fermi a condizioni di fame, dalla progressiva scomparsa della medicina territoriale alla mortificazione della scuola.
Nella giornata del 15 febbraio in molte città d’Italia si svolgeranno scioperi e manifestazioni per respingere la politica del governo in tutti i suoi aspetti tanto quelli sanitari quanto quella emergenziale ed economica ed è statoproclamato lo sciopero generale nazionale.
Anche a Napoli sarà organizzato un presidio cui invitiamo tutti a partecipare, per richiedere:
• fine immediata delle politiche emergenziali permanenti
• abolizione del green pass e dell’obbligo vaccinale
• pagamento delle giornate di quarantena
• reintegro immediato dei lavoratori discriminati e sospesi
Manifestazione di lotta Martedì 15 febbraio alle 10,30 presso la sede INPS di via Alcide De Gasperi, 55 Napoli
Comitato contro la gestione autoritaria della pandemia Lavoratori della manutenzione stradale – Banchi Nuovi
