Napoli, la moglie del sindaco: “Luigi non è finito”

Un duro post sui social contro i voltagabbana e gli opportunisti

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris sempre più solo. Molti hanno abbandonato il “laboratorio Napoli” e la “nave arancione” per salire sul vascello color fucsia del presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Tantissimi i trasformisti, i bugiardi e i traditori, parte integrante della politica del “tengo famiglia”, la solita politica dell’opportunismo che puntualmente emerge quando cambiano gli assetti politici o un politico va in difficoltà. Il primo cittadino partenopeo, persona egocentrica, accentratrice e spesso arrogante ha preferito scegliere collaboratori, candidati, consiglieri e assessori con scarso pensiero critico e indipendente, ed è stato abbandonato proprio dai cosiddetti yesman.  Gli stessi yesman che di fronte alle prime sconfitte e difficoltà non hanno esitato a cambiare carro, rilasciare interviste, sferrare pesanti critiche, prendere le distanze nelle ultime ore per accreditarsi con il prossimo vincitore di Palazzo Santa Lucia. La storia si ripete, si ripete puntualmente. E Maria Teresa Dolce, la sanguigna e istintiva moglie calabrese della fascia tricolore di Piazza Municipio, non ha usato giri di parole nell’attaccare gli opportunisti e i voltagabbana pubblicando sui social un post mirato, duro. “Li vedi tentare di riposizionarsi con argomentazioni che appaiono convincenti, chissà se a se stessi o a chi li legge – scrive Maria Teresa Dolce –  Gente che è attualmente impegnata, in diversi ruoli, in maggioranza o lo è stata, per svariati anni, nel recente passato.  Come fossero stati opposizione, in questi 9 anni. Guarda caso, però, tutto avviene ora, con le regionali alle porte e con il mandato da sindaco prossimo a scadere”.  “Ma veramente pensate che Luigi de Magistris “finisca”? Chiedete al sistema che lo voleva morto, fisicamente e/o politicamente, dalla magistratura in poi.  Non avete fatto i conti con due fattori:1) l’ Uomo; 2) l’ assoluto disinteresse per le proprie sorti personali. Ci vediamo tra qualche mese – conclude Dolce – Il tempo è galantuomo”.

Ciro Crescentini

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