Riceviamo e pubblichiamo integralmente
Come nei migliori gialli di Agatha Christie, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha trovato facilmente un colpevole per la difficile situazione in cui si trova: noi dipendenti.
Proprio noi, che da sempre abbiamo lavorato con impegno e dedizione al servizio dell’ente e della classe forense, oggi ci ritroviamo a subire pesanti e indiscriminate decurtazioni. Queste riduzioni non solo mettono in discussione la nostra capacità di sostentamento, ma, cosa ben più grave, ledono la nostra dignità professionale.
Abbiamo sempre svolto il nostro lavoro con serietà, consapevoli di far parte di un ente pubblico al servizio di una professione prestigiosa, ma ora ci troviamo di fronte a misure che minacciano il nostro benessere e il nostro ruolo:
- Riduzione delle indennità di professionalità, sospensione degli accordi integrativi e tagli su voci fondamentali della nostra busta paga. Tutto ciò sta mettendo a rischio non solo la nostra sicurezza economica, ma anche il futuro delle nostre famiglie.
- Riduzione delle ore di straordinario, che facevano parte integrante della nostra retribuzione e che erano necessarie per il buon funzionamento dell’ente, rappresentando un ulteriore colpo al nostro reddito.
- Erosione della nostra immagine pubblica, esposta ingiustamente alla critica su numerosi quotidiani nazionali, come se noi dipendenti fossimo i responsabili di colpe che non ci appartengono.
Questi fatti hanno provocato in tutti noi uno stato di angoscia e frustrazione che si riflette non solo sul nostro lavoro, ma anche sui nostri rapporti personali.
Sempre al servizio dell’Ente, abbiamo risposto con impegno e disponibilità ogni qual volta si è presentata un’emergenza: elezioni forensi, elezioni della Cassa Forense, elezioni del P.O., e altre necessità urgenti, assicurando la nostra presenza anche nei giorni festivi e nelle ore serali. Abbiamo sempre garantito il buon funzionamento dell’ente, supportando costantemente Consiglieri, membri di Commissioni e altri organi in ogni esigenza. E ora?
Abbiamo sempre garantito l’efficienza e il buon andamento dell’Ente, ma la gestione delle risorse è stata affidata a terzi, che l’hanno trattata con ingiustificata superficialità e scarsa trasparenza.
E ora, ci troviamo costretti a restituire somme legittimamente riconosciute, a seguito di atti palesemente illegittimi.
Intanto, mentre a noi vengono imposti tagli salariali indiscriminati, apprendiamo che il Consiglio dell’Ordine ha speso 60 mila euro in pubblicità nelle metropolitane, dimostrando che i fondi esistono, ma non sono destinati a chi li merita davvero.
A difesa del nostro salario e della nostra dignità, rivendichiamo:
- Il rispetto dei diritti e il ripristino delle condizioni salariali precedenti.
- Il riconoscimento della nostra professionalità e del nostro contributo essenziale all’Ente.
- Il riconoscimento del nostro percorso di crescita professionale e delle progressioni di carriera, mai riconosciute nonostante anni di impegno e dedizione, con procedure certe e corrette.
- La trasparenza e la responsabilità nella gestione delle risorse.
Non restiamo in silenzio. È il momento di far sentire la nostra voce. Difendiamo il nostro lavoro, il nostro salario e la nostra immagine.
Il lavoro va difeso, il reddito protetto, la dignità rispettata. Basta con le ipocrisie.
I dipendenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

