Napoli, guerra tra disoccupati. Occupata stanza capogruppo Dema

Nell’occhio del ciclone è finito il  bando che sarà emanato nei prossimi giorni dal Comune che prevede il reclutamento di 50 senza lavoro in progetti di utilità sociale

Scoppia la guerra tra disoccupati a Napoli. Una guerra tra poveri. Una guerra alimentata dall’irresponsabile comportamento di politicanti e sindacalisti che utilizzano i problemi reali delle persone per difendere i propri interessi di bottega, alimentare aspettative e promesse, provocare irresponsabilmente le tensioni sociali. Comportamenti irresponsabili assunti soprattutto da esponenti istituzionali. Un pessimo esempio.  Nelle ultime ore è stata occupata la stanza dell’ex sindacalista Cgil Rosario Andreozzi, capogruppo comunale di Dema, il partito “arancione” del sindaco, da parte di un gruppo di precari precedentemente impegnati in Attività di Pubblica Utilità, iscritti all’Usb e vicini all’attuale assessore al lavoro, Giovanni Pagano.  Una patetica e ridicola guerra  interna alla maggioranza arancione che sostiene il sindaco Luigi de Magistris. Un sindaco lontano da Napoli, impegnato a tempo pieno per la campagna elettorale in Calabria. L’ennesimo episodio di una contrapposizione interna tra le diverse componenti della cosiddetta area antagonista e sindacale che hanno governato la Città per dieci anni producendo solo ridicole commedie , polemiche e scarsissimi risultati.

L’iniziativa di lotta degli ex Apu è stata promossa a seguito della richiesta presentata Andreozzi e dalla Cgil di modificare il  bando che sarà emanato nei prossimi giorni dal Comune che prevede il reclutamento di 50 disoccupati in progetti di utilità sociale e attività di prevenzione e contrasto al contagio Covid19. Il capogruppo “arancione” e il suo sindacato di riferimento hanno chiesto di allargare la platea degli aventi diritti. Una proposta considerata provocatoria dagli ex Apu. “Da anni stiamo lottando per l’emanazione di questo bando, abbiamo subito anche pesanti cariche dalle forze dell’ordine – afferma un precario – Dov’era il signor Andreozzi, in base a quali criteri fu assunto il Signor Andreozzi in Napoli Servizi, azienda partecipata del Comune di Napoli? Partecipò ad un concorso?”

rosario Andreozzi

Dura la reazione dei vertici dell’Usb – “Il Bando rappresenta sicuramente una risposta fortemente parziale all’emergenza occupazionale nella nostra città e alla necessità nuove figure lavorative creata dall’emergenza epidemiologica, ma è sicuramente un segnale nella giusta direzione, oltre che una possibilità concreta di sostentamento, seppure temporaneo, per molte famiglie – ha evidenziato l’Usb – E’ bene specificare che questo Bando valorizza le competenze già sperimentate degli ex precari Apu e rappresenta una risposta a questa platea abbandonata dalla politica nazionale e regionale – ha precisato il sindacato di base – In questo senso confidiamo nel fatto che la selezione venga portata a termine, e soprattutto riteniamo fuori luogo la pressione fatta negli ultimi giorni da alcuni consiglieri comunali legati al sindacato CGIL per bloccare il Bando. Avremmo preferito ascoltare la voce di questi Consiglieri e della Cgil negli anni e nei mesi scorsi quando questa Vertenza prendeva forma e chiedeva – invano – una corretta modalità di interlocuzione sindacale – ha sottolineato ancora l’Usb – Il Consiglio Comunale, fatto salvo per alcuni membri, in questi anni non si è mai interessato alla Vertenza degli ex APU e alle mobilitazioni di USB, e oggi qualche Consigliere Comunale cerca di ostacolare, per motivi che non comprendiamo, quella che è una soluzione già di per se precaria per le poche risorse economiche che sono state stanziate. Come Federazione del Sociale USB e come intera Confederazione ci mobiliteremo immediatamente nel caso in cui il Bando dovesse essere bloccato, e continueremo a portare avanti la battaglia per la stabilizzazione degli ex Apu e di tutte le categorie di precari per affermare un piano di assunzioni stabili nella Pubblica Amministrazione.

Immediata la replica di Andreozzi: “Mi hanno informato che stamattina una delegazione di cinque lavoratori ex APU iscritti a USB, sono entrati nella mia stanza di via Verdi dichiarando di averla occupata – sottolinea Andreozzi – Alla pubblica sicurezza che mi ha contattato ho riferito che si tratta di ospiti graditi a cui ho prontamente fatto arrivare caffè e cornetti. Chi mi conosce sa che la porta della mia stanza é sempre aperta a qualunque vertenza della città – ha aggiunto il capogruppo Dema – Nel merito immagino che l’iniziativa di stamattina sia conseguenza delle mie dichiarazioni in commissione lavoro sul bando per gli ex percettori di ammortizzatori sociali. Ribadisco ciò che si può leggere nel verbale di commissione: nessun lavoratore deve essere lasciato fuori, i criteri di selezione non possono favorire nessuna sigla sindacale o associazione a scapito di altri – ha evidenziato – A maggior ragione se i lavoratori che verrebbero favoriti sono esclusivamente appartenenti al sindacato di cui ha fatto parte l’attuale assessore al lavoro, o all’associazione di cui lui stesso é stato presidente. Mi pare di dire una cosa di buon senso a tutela della trasparenza che ha sempre caratterizzato questa amministrazione comunale. Prima di essere consigliere comunale, sono stato un sindacalista anche io e tutta la mia vita politica e sindacale é stata animata da un unico principio: non si lascia a piedi nessuno! Detto ciò, ho appena chiesto al capo di gabinetto e al vicesindaco di fissare un incontro con una delegazione Apu USB nella giornata di oggi al quale chiaramente sarò presente anche io – ha affermato ancora Andreozzi –  All’incontro ribadirò quello che ho già detto in commissione ed in questo post: la platea del bando deve essere allargata.Non vorrei che l’assessore che ha chiesto il bando stia provando maldestramente a coprire un suo errore scaricando le responsabilità su un consigliere comunale che ha il compito di indirizzo e controllo e non il potere delle scelte amministrative che sono tutte in capo alla Giunta”.  

giovanni pagano

Dichiarazioni pesantissime che meriterebbero un interesse da parte della magistratura. Nessuna replica da parte dell’assessore Pagano.

Il bando prevede un impegno di 20 ore settimanali, fino a un massimo di 80 ore mensili, per 6 mesi. Il compenso è di 580,14 euro al mese. Questo progetto è rivolto a persone ex percettori di ammortizzatori sociali, attualmente disoccupati e che non abbiano in corso interventi di politica attiva, residenti nel Comune di Napoli, da selezionare a seguito di procedura di evidenza pubblica. Si darà precedenza all’Isee più basso e al maggior numero di componenti del nucleo familiare. A parità di requisiti la preferenza andrà alla minore età anagrafica del richiedente. Il progetto è stato avallato dalla delibera di giunta, numero 39, proposto dagli assessori alla Salute Francesca Menna e all’Istruzione Anna Maria Palmieri. La partecipazione al progetto non prevede l’instaurazione di un rapporto di lavoro con il Comune e lo svolgimento delle attività di pubblica utilità (Apu) non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito INPS (Disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari o altra prestazione similare). Lavoro nero e sfruttamento legalizzati dal Comune.

rosario marra

Rifondazione comunista: Gli ultimi rimpasti di giunta hanno alimentato lobbismo interno –  La Federazione napoletana di Rifondazione, a nome del Segretario Provinciale Rosario Marra, osserva che l’ “impresa calabrese” del Sindaco de Magistris, cui si augura buona fortuna, sta sicuramente determinando un’accentuazione delle contraddizioni nella maggioranza che regge, a fatica, l’Amministrazione comunale e che, in buona misura, sono state anche il motivo per cui il PRC, da quasi due anni, è passato all’appoggio esterno. Soprattutto gli ultimi rimpasti hanno notevolmente contribuito a configurare una dialettica aspra e troppo specificamente legata a gruppi d’interesse determinando una sorta di “lobbismo interno” pertanto – continua Marra – è urgente riportare la Politica (quella con la P maiuscola) nell’Amministrazione cittadina, pensare ad un bilancio critico ed autocritico di questi ultimi dieci anni, individuare, urgentemente, un metodo democratico per la scelta del Sindaco facendo una seria verifica che porti a comprendere che, sinora, tale metodo non è stato perseguito”.

Ciro Crescentini

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