Napoli, gli studenti occupano un’aula della Federico II: “fuori Eni e Leonardo complici del massacro dei palestinesi”

Oggi si doveva tenere un incontro con il colosso del fossile

I militanti della rete studentesca per la Palestina, di Fridays For Future Napoli e Laboratorio Ecologista Autogestito ClimaX hanno occupato questa mattina l’aula dove si sarebbe dovuta tenere un’iniziativa di raccordo tra il colosso italiano del fossile Eni e gli studenti della Federico II.

Al posto dell’iniziativa è stata organizzata un’assemblea per raccontare il progetto di devastazione ambientale che Eni perpetra sulla terra palestinese, complice del sistema di apartheid israeliano.

Eni- che vede come principale azionista lo stato Italiano- è tra le 6 società a cui sono state assegnate licenze per “esplorazione di gas naturale” in Palestina, dal ministro dell’energia israeliano. Complice della distruzione dei Territori palestinesi, funzionali alla pulizia etnica perpetrata dall’occupazione sionista, Eni investe e finanzia l’apartheid israeliana. Accogliamo l’appello di mobilitazione internazionale lanciato per la settimana dal 29 novembre al 7 dicembre dall’Università di Ramallah @birzeit.university. Per questo non permettiamo e non permetteremo che i nostri spazi del sapere siano inquinati da aziende come Eni e Leonardo; non lasceremo che, chi sulla nostra pelle e sulla terra palestinese fa profitto, distrugge vite e ambiente distruzione, entri nelle nostre università

Questa la nota diffusa dagli attivisti climatici solidali con la popolazione di Gaza.

Dunque, l’Università Federico II non si fa scrupolo di intrattenere rapporti con Leonardo, presieduta dall’ex ministro per la transizione ecologica Cingolani e le cui armi, vendute a Israele, sono complici del massacro di civili palestinesi a Gaza. Comportamento inaccettabile.

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