Napoli, ex bassoliniani e Pd hanno paura di Bassolino candidato sindaco

Un sondaggio preoccupa i vertici locali e nazionali del centro sinistra

I vertici nazionali e locali del partito democratico e gli ex bassoliniani hanno paura di Antonio Bassolino, candidato a sindaco di Napoli. Paura di subire una sonora e umiliante sconfitta. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate da ambienti piddini, i vertici del partito avrebbero commissionato ad una nota società di ricerca  un mini- sondaggio per valutare le potenzialità elettorali dei candidati partenopei alla poltrona di Palazzo San Giacomo, la sede del governo cittadino. I risultati della ricerca sarebbero alquanto clamorosi. Bassolino raccoglierebbe percentuali di consenso altissime a doppia cifra in grado di aiutarlo ad arrivare al ballottaggio e addirittura puntare alla vittoria perché in grado di incassare voti trasversali di cittadini di diverse collocazioni politiche.

Dunque, non sono un caso gli appelli a Bassolino del segretario Enrico Letta e degli ex bassoliniani Claudio Velardi,  Nicola Oddati, Valeria Valente, Andrea Cozzolino,  Michele Gravano affinchè si ritiri dalla corsa a sindaco. Tutti si appellano formalmente alla solita e retorica unità per impedire l’affermazione della destra, dei “fascisti” dietro l’angolo, in realtà sono appelli marcatamente di paura perché l’ex governatore della Campania potrebbe rappresentare un ostacolo per la sperimentazione delle alleanze calate da Roma.

Singolare, imbarazzante e ipocrita il comportamento assunto dagli ex bassoliniani che continuano a invitare Bassolino a ritirarsi, Un modo per accreditarsi con il governatore Vincenzo De Luca e i vertici locali e nazionali del centro sinistra per elemosinare evidentemente qualche poltrona nel sottobosco politico. Alcuni di loro erano degli sconosciuti, galoppini politici e sindacali di provincia, hanno ottenuto incarichi e promozioni quando Bassolino svolgeva il ruolo di governatore

Persone che possono essere definite miracolate della politica. Persone, spesso, premiate perché Don Antonio amava, sbagliando, allevare, circondarsi di Yesman Persone che alla prova dei fatti si sono rivelate mediocri, trasformisti e voltagabbana.  Alcuni esempi? L’attuale parlamentare Valeria Valente in pochi anni ha ricoperto incarichi dirigenziali sindacali, eletta consigliere comunale e deputata grazie a buone collocazioni in lista. Cinque anni fa, Valeria Valente, dopo aver battuto Bassolino alle primarie si candidò a sindaco di Napoli. Non arrivò neanche al ballottaggio. Un altro esempio?  L’attuale coordinatore regionale di Articolo 1 Michele Gravano ha guidato per oltre 20 anni la Cgil campana e napoletana producendo risultati scarsi e fallimentari, una notevole riduzione dei lavoratori iscritti e debiti milionari. Dunque, un personaggio che non sarebbe in grado di dirigere neanche un’amministrazione condominiale o un’associazione bocciofila.

CiCre

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