Napoli, domenica 7 gennaio presidio in piazza Municipio: “cessate il fuoco a Gaza”

iniziativa promossa da Amnesty International Italia, AOI, Un ponte per, Articolo 21, insieme con Marisa Laurito

A tre mesi dall’inizio del conflitto in Medio Oriente,il 7 gennaio 2024, Amnesty International Italia, AOI, Un ponte per, la community “Fermatevi” e Articolo21, con il patrociniodel Comune di Napoli, insieme con Marisa Laurito, testimonial dell’iniziativa, saranno in piazza del Municipio a Napoli, a partire dalle ore 11,per ribadire la richiesta di un immediato cessate il fuoco.

Nel corso del presidio verrà allestita un’installazione di piccole lapidi bianche con i nomi dei minori uccisi, che simboleggerà il cimitero di bambini e bambine causato dai bombardamenti su Gaza e si racconteranno le storie delle persone che hanno perso la vita durante questo atroce conflitto, evidenziando l’immensità di ogni singola perdita. Inoltre, la Fontana del Nettuno verrà colorata, per l’occasione, con i colori di Amnesty International.

Leggeranno testimonianze di guerra tanti personaggi del mondo dell’arte e della cultura, tra questi: Giulio Adinolfi; Mario Autore; Chiara Baffi; Roberto Colella; Imma Battaglia; Francesca e Mariano Bellopede; Benedetto Casillo; Fiorenza Calogero; Raffaello Converso; Maurizio de Giovanni; Cristina Donadio; Gianni Fiorellino; Maria Luisa Firpo; Yary Gugliucci; Roberto Giovene; Canio Lo Guercio; Francesca Marini; Andrea Mormiroli; Antonella Morea; Nando Paone; Patrizio Rispo; Gino Rivieccio; Dario Sansone; Stefano Sarcinelli; Irene Scarpati; Nunzia Schiano; Daniele Sepe; Antonella Stefanucci; Lino Vairetti; Fausta Vetere; Mario Zinno e Marco Zurzolo.

L’escalation senza precedenti tra Israele e Hamas e altri gruppi armati palestinesi sta causando una devastazione senza precedenti e distruggendo un numero inaccettabile di vite umane. Tra il 7 ottobre 2023 e il 2 gennaio, nella Striscia di Gaza occupata, sono morte oltre 21.978 persone, il 70% delle quali erano donne e minori. Nella Cisgiordania occupata, nello stesso periodo, sono stati uccisi 278 palestinesi, di cui 70 minori. Almeno 1200 persone – per lo più civili, inclusi 36 bambini – sono state uccise in Israele il 7 ottobre.

Nella Cisgiordania occupata, raid dell’esercito e coloni israeliani causano violenze continue, trasferimenti forzati, arresti di massa e uccisioni extragiudiziali. La libertà di movimento è gravemente limitata dai posti di controllo militari e ciò causa gravi ripercussioni sull’economia locale.

Dall’inizio del conflitto ad oggi, risultano uccisi quasi 80 giornalisti tra cui 9 giornaliste e numerosi membri dello staff delle Nazioni Unite nel pieno svolgimento del loro lavoro. In questo contesto, il lavoro dei giornalisti è fondamentale per narrare l’escalation di violenza in corso attraverso notizie verificate e testimonianze. Molti dei pochi giornalisti palestinesi che sono riusciti a sopravvivere ai bombardamenti, alla censura e alle repressioni di esercito e governo israeliano sono stati imprigionati. In tre mesi di guerra, inoltre, nessun giornalista straniero è stato autorizzato a entrare nella Striscia di Gaza attraverso Rafah, il che compromette chiaramente la capacità dei media di coprire il conflitto. 

Gli attacchi diretti ai civili e gli attacchi indiscriminati contro obiettivi civili sono assolutamente vietati dal diritto internazionale umanitario e possono essere perseguiti come crimini di guerra. .

Il presidio sarà, inoltre, l’occasione per ribadire le richieste fatte al nostro governo, alle istituzioni e alla comunità internazionale, di intervenire nelle sedi appropriate affinché:

  • tutte le parti accettino un immediato cessate il fuoco; 
  • Israele ponga fine all’assedio totale della Striscia di Gaza; 
  • siano garantiti gli aiuti essenziali nella Striscia di Gaza da tutti i valichi, non solo da Rafah;
  • siano rese possibili con urgenza le evacuazioni di persone ferite o malate verso Egitto, Cisgiordania o Israele;
  • gli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi e i Palestinesi detenuti arbitrariamente da Israele siano liberati senza condizioni.

È necessario agire subito per proteggere tutte le persone e fermare questa catastrofe.

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