Napoli, dissidenti M5s:”Non voteremo l’ex Rettore che promette di cancellare i debiti ma non paga la tassa dei rifiuti”

Promossa una conferenza stampa al maschio Angioino

Rivolta dei militanti, attivisti e portavoce comunali e regionali del Movimento 5 Stelle di Napoli e della Campania contro l’accordo stipulato a livello nazionale da Di Maio, Conte, Letta e Speranza che ha sancito la candidatura a sindaco dell’ex rettore Gaetano Manfredi. Un accordo definito un “pacco per Napoli” deciso da “4 amici al bar”. Oggi i dissidenti hanno promosso una conferenza stampa al Maschio Angioino per chiarire il loro netto No all’alleanza con centrosinistra e con il Pd.  “Il Movimento 5 Stelle alle elezioni comunali di Napoli non correrà  in coalizione con i partiti tradizionali. Non ci riconosciamo negli accordi e nel candidato sindaco espresso da una coalizione che la stragrande maggioranza degli attivisti non voleva e non vuole”, ha detto  Steven Hutchinson, storico attivista del Meet-up di Napoli, che ha incontrato i giornalisti insieme ai consiglieri della Regione Campania Marì Muscarà  e del Comune di Napoli Matteo Brambilla, oltre ad attivisti di lungo corso come Minola Fusco, Salvatore Morra, Stefano Capizzi e Giuseppe Rondelli. In conferenza sono state esposte delle foto di Giuseppe Conte, Roberto Fico, Enrico Letta, Roberto Speranza e Gaetano Manfredi, ritenuti gli autori di un “pacco per Napoli“.

I ‘ribelli’ del Movimento hanno annunciato che il 5 giugno presenteranno il programma, nostro principale candidato, a cui stiamo lavorando con l’ausilio del metodo Rousseau”. Un percorso che proseguirà  individuando “i candidati, sindaco compreso”.  “Napoli- hanno spiegato – è dei napoletani e il M5s napoletano non si alleerà mai con i responsabili della devastazione della città, compreso il Pd“.

Duro l’attacco all’ex rettore Manfredi. Al candidato sindaco è stato lanciato un siluro –  “Il signor Manfredi deve 65 milioni di euro di tassa dei rifiuti della Federico II al Comune di Napoli: 45 di Equitalia e 24 al Comune andatevi a leggere il bilancio della Federico II. La Federico II non può fare convenzioni con il Comune perchè non è in regola con il programma 100 e le fa fare alla Vanvitelli. E il signor Manfredi parla di debito del Comune da estinguere. Fu dichiarato in udienza pubblica alla Corte dei conti dall’allora assessore al Bilancio Panini, che la Federico II sono dieci anni che non paga la tassa dei rifiuti al Comune” – ha evidenziato uno dei portavoce cittadini del M5S, il consigliere comunale Matteo Brambilla – Il M5S è un anno e mezzo che fa un percorso di ‘no alleanze’ quindi o si corre da soli o non si corre – ribadisce Brambilla – Con il programma che è stato costruito dai cittadini da un anno e mezzo. E’ un programma come quello del 2016 ma rivisitato. Un programma che in questi cinque anni abbiamo portato avanti e vorremmo continuare a portarlo nel 2021. Un altra roba sono ‘i 4 amici al bar’ o il ‘pacco per Napoli’. Questa gente non sta parlando di Napoli ma di un accordo di politica nazionale, senza dire dove sta la mala politica“.

La rivolta e il dissenso dei pentastellati si estende.  “C’è una rivolta non solo a Napoli, anche gli attivisti a Bologna e anche i due consiglieri di Milano non hanno partecipato all’incontro con Conte, dove hanno preso parte solo gli esponenti regionali. C’è dissenso con questa linea politica. In Puglia anche c’è una rivolta. Qualcuno veda questi segnali, che i 5 Stelle hanno dei principi e una loro linea che non va svenduta. Noi cercheremo di andare con il simbolo altrimenti dovranno dircelo legalmente” – ha sottolineato  Matteo Brambilla – “Legalmente loro devono dire perchè non rappresentiamo 5 Stelle. Se questo percorso ci viene impedito ci devono dire perché politicamente e legalmente – rimarca Brambilla – Perchè un portavoce eletto nella lista Cinque Stelle non può rappresentare il Movimento se pure sia in carica fino a ottobre”.

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