Napoli, caos movida al centro storico: urla e rissa sfiorata al Comune. Del Giudice: “Ora codice etico”

Sfociano in lite a via Verdi le tensioni latenti fra commercianti e residenti per l’inquinamento acustico e i rifiuti abbandonati dai giovani. Il vice sindaco: “Chiesta al prefetto una staffetta tra forze dell’ordine per presidiare anche le ore notturne”

La riunione era stata convocata per esaminare i vari nodi sul tavolo, ma è andata avanti fra tensioni, urla e una rissa sfiorata. Il caos movida al centro storico di Napoli approda al consiglio comunale. Tra commercianti e residenti che si guardano in cagnesco, il clima è pesante nella sala Nugnes di via Verdi. Le “norme ci sono da 20 anni, chiediamo il rispetto della legge quadro sull’inquinamento acustico” dice l’avvocato Gennaro Esposito del Comitato per la Quiete Pubblica Napoletana e la Vivibilità Cittadina. Sarà protagonista di un battibecco con il vice sindaco Del Giudice, che lo accusa di “conflitto di interesse” per le cause in cui assiste i cittadini contro i locali pubblici. Gli animi si scaldano e si sfiora la rissa tra un commerciante ed un rappresentante dei residenti. “Vi chiedo uno sforzo a non considerarci parti contrapposte” esclama Del Giudice, poco convinto. Il vice sindaco annuncia di aver chiesto al prefetto una staffetta tra polizia municipale, che termina il servizio alle 22, e le altre forze dell’ordine, per coordinare gli interventi. Parla di un aumento di presenze giovanili “border line”, tra sballo alcolico e droga. E lancia il codice etico: gli esercenti che aderiranno dovranno impegnarsi a rispettare le ordinanze, a non vendere alcol ai minori e segnalare gli episodi di concorrenza sleale. Nell’accordo saranno coinvolte le associazioni dei consumatori e l’Arpac, competente per le rilevazioni dei rumori molesti. “Provvederemo anche ad acquistare nuovi fonometri” assicura Del Giudice. E quello di oggi già è stato un bel test di misurazione.

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