Napoli, assunzioni in Asìa: guerra tra poveri

I precedenti e gli attuali amministratori dell’azienda comunale dovevano e dovrebbero chiarire dettagliatamente i criteri individuati per la selezione dei 53 interinali

Il concorso per l’assunzione di 500 operatori ecologici indetto dall’Asìa (azienda per l’igiene urbana di proprietà del Comune di Napoli) rischia di alimentare una guerra tra poveri. Una guerra tra i disoccupati che rivendicano lavoro e giustizia sociale promuovendo manifestazioni e presidi di lotta e senzalavoro assunti tramite agenzie interinali con criteri poco trasparenti a cavallo delle elezioni. Lavoratori interinali ai quali è stato promesso l’assunzione stabile in Asìa.  Una guerra alimentata, legittimata dal comportamento assunto dalle forze politiche consiliari, dai sindacati e dalle decisioni assunte dai vertici dell’azienda comunale. Nell’occhio del ciclone sono finite le 53 assunzioni decise dall’allora presidente di Asìa, Maria de Marco, ‘infornate’ effettuate per il tramite un’agenzia interinale. Una decisione contestata dall’ex assessora all’ambiente, Donatella Chiodo. I precedenti e gli attuali amministratori di Asia dovevano e dovrebbero chiarire dettagliatamente i criteri individuati per la selezione dei 53 disoccupati. Tra l’altro, l’avviso di reclutamento non è stato pubblicizzato adeguatamente per dare a tutti i disoccupati la possibilità di partecipare e di essere selezionati. E per una “strana coincidenza” tra i 53 “fortunati” ci sarebbero parenti di sindacalisti e di politici.

Donatella Chiodo

Come funziona il sistema di reclutamento nelle aziende pubbliche tramite le agenzie private di collocamento e interinali? Viene prima diffuso un formale bando di ricerca della manodopera senza “eccessiva pubblicità”. In agenzia si presentano solo i galoppini e i parenti dei politici e sindacalisti per consegnare i curriculum e la relativa documentazione. Le selezioni e le assunzioni vengono effettuate nel giro di 72 ore. Vergognosa operazione clientelare ai danni di migliaia di disoccupati senza “santi in paradiso”.

Le aziende di proprietà dell’ente di Palazzo San Giacomo trasformate in fabbriche di consenso elettorale, feudi politici-sindacali attuando un sistema di reclutamento evitando con astuzia e destrezza criteri di selezione trasparenti e pubblici e sistemare amici, galoppini, parenti, amanti e clienti.

Ora i clienti e i galoppini hanno portato le cambiali all’incasso e rivendicano canali preferenziali per le assunzioni lanciando “messaggi” ai politici e sindacalisti di riferimento

Sulla vicenda tacciono molti consiglieri comunali rieletti con la coalizione di Gaetano Manfredi. Tace l’amministrazione comunale. Tacciono le organizzazioni confederali sindacali.  Un comportamento alquanto singolare.

Dura la reazione dei disoccupati dei movimenti di lotta,  disoccupati  “senza santi in paradiso”, disoccupati costretti ad organizzarsi autonomamente per combattere il sistema affaristico-politico-clientelare.

 “Le agenzie interinali, che forniscono “manodopera” alle aziende partecipate del Comune di Napoli, servono da un lato in generale per creare ulteriore lavoro precario e somministrato da spremere ed avere sotto ricatto dall’altro alimentare la catena di clientele e sistema marcio tra sindacati, consiglieri comunali, dirigenti delle aziende partecipate ed appunto agenzie interinali. Ma fino ad ora siamo noi ad aver subito repressione – spiegano i disoccupati – decine e decine di processi, multe e denunce ad ogni iniziativa di lotta in particolare fuori l’azienda Asia, ci hanno detto che eravamo quelli che volevano le “corsie preferenziali” ed ora viene fuori chiaramente che avevamo ragione noi – aggiungono i senzalavoro organizzati – Quello di cui hanno paura è che ci siamo organizzati come disoccupati: non più singola forza lavoro in fila uno per volta nella giungla del mercato capitalistico ma un esercito di riserva che prende coscienza e si organizza rivendicando formazione e lavoro stabile per progetti socialmente necessari per tutte e tutti!”

Ciro Crescentini

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