Francia, non saranno estradati in Italia i 10 esuli: applicata la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La Francia ha negato l’estradizione dei 10 ex militanti delle organizzazioni rivoluzionarie armate italiane che vivono ormai da 40 anni nel Paese. Lo ha deciso la Chambre de l’Instruction della Corte d’Appello di Parigi. I 10 erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione “Ombre rosse” nell’aprile 2021. 

 Per Irène Terrel, storica legale degli ex militanti rivoluzionari rifugiati in Francia, nella sentenza di oggi che nega l’estradizione “sono stati applicati i principi superiori del diritto”, con riferimento al rispetto della vita personale, privata e della salute degli imputati e alle controverse norme del processo in contumacia. 

Dopo un anno e 3 mesi dall’operazione ‘Ombre Rosse’, cominciata ad aprile 2021 – con la quale i governi di Italia e Francia avevano sbloccato la vicenda dando il via alla richiesta di estradizioni -,la giustizia francese ha respinto in blocco tutte le richieste per gli ex rifugiati politici incriminati. La Chambre de l’Instruction della Corte ha fatto riferimento agli articoli 8 e 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Dunque, rimarranno in Francia gli esuli italiani da quasi 50 anni a Parigi. Si tratta di Giorgio Pietrostefani (68 anni), non presente in aula per motivi di salute, Enzo Calvitti (67), Narciso Manenti (65), Giovanni Alimonti (66), Roberta Cappelli (66), Marina Petrella (67), Sergio Tornaghi (63), Maurizio Di Marzio (60), Raffaele Venturi (70), Luigi Bergamin (72).

In aula, ci sono stati abbracci dei protagonisti con mariti, mogli, figli e qualche nipote: molti hanno pianto. Altri, rimasti fuori, hanno esultato quando hanno capito che per tutti c’era stata la non accettazione della richiesta italiana.

Sono contentissimo per il mio cliente – ha detto l’avvocato Jean-Louis Chalanset, che difende uno degli esuli italiani- ho temuto che andasse in carcere a finire i suoi giorni“.

E’ la decisione che ci aspettavamo, anche se temevamo non fosse cos, mi sembra di capire che la magistratura francese si sia dimostrata indipendente dal potere politico”. E’ il commento
dell’avvocato Giovanni Ceola, legale italiano dell’ex militante rivoluzionario Luigi Bergamin,

CiCre

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