Napoli, assessore Panini attacca su Fb chi denuncia insicurezza del Metro: “Sciacalloni”

La Procura intende fare delle verifiche e controlli incrociati sull’applicazione  delle normative in materia di prevenzione sugli infortuni sul lavoro, la funzionalità del sistema di sicurezza, i soldi pubblici spesi per i pezzi di ricambi, i nomi delle ditte fornitrici, i meccanismi di affidamento degli appalti per le forniture. Indagini a 360 gradi.

Il vice sindaco e assessore ai trasporti del Comune di Napoli, Enrico Panini accusa di sciacallaggio i lavoratori, gli operatori dell’informazione che hanno denunciato e continuano a denunciare la violazione delle normative sulla sicurezza e la tutela dei passeggeri e dei macchinisti che utilizzano la Linea 1 della Metropolitana. L’ex esponente della Cgil nazionale, addirittura,  banalizza, dileggia i lavoratori, i sindacalisti che hanno evidenziato le gravissime carenze del sistema di sicurezza del Metro, alimentando l’ennesima gogna mediatica. E non solo. Panini, invece, di preoccuparsi di promuovere  un’inchiesta interna per verificare il rispetto del Testo Unico sulla sicurezza, le responsabilità dirigenziali, perde tempo nel diffondere, pubblicare proclami e “pensieri” su Facebook: “Non desidero perdere tempo con gli sciacalloni, soggetti abominevoli, che hanno scaricato da subito sull’amministrazione comunale un incidente sul quale la magistratura sta ancora lavorando – scrive su Facebook l’ex burocrate sindacale –  Nè desidero dedicare tempo ad un qualche dipendente dell’azienda che vomita sui mezzi di informazione competenze improvvisate o posizioni sindacali che consegneremo alla Procura della Repubblica affinché, se dimostrate, si blocchi immediatamente il servizio fornito, perché foriero di insicurezza, a loro dire, e si mettano in cassa integrazione i lavoratori coinvolti – sottolinea l’assessore ai trasporti – La sicurezza non è una pazziella, o il calcio a chi non si conosce. Se si afferma che non sia garantita, si verifica e si decide. Noi la garantiamo, non accetteremo mai che, per una citazione su un giornale, si possa, gratuitamente, spandere sterco su una azienda che rispetta le leggi”. Dunque, l’ex sindacalista cgiellino minaccia la sospensione del servizio e l’utilizzo della cassa integrazione. Classico comportamento di un capomastro, un padrone delle ferriere. Il post di Panini è stato contestato sulla sua pagina social. Interessanti e puntuali alcuni commenti. “Signor Vice Sindaco, innanzitutto grazie per il pentimento che ha avuto nei confronti dei lavoratori Anm, messi alla gogna circa una settimana fa, in più volevo ribadire che il Sindaco ha iniziato sin da subito a dichiarare e ipotizzare l’errore umano – scrive Maria Piacevole dipendente dell’Anm-  In questo post attacca il dipendente sindacalista sminuendo le sue denunce, di certo non sarà lei a stabilire la verità, ma la magistratura. Cita la “cassa integrazione” sembrerebbe un altra minaccia velata, quindi deduco che dobbiamo stare tutti zitti e buoni per garantire un minimo servizio”. Breve, laconico il commento della professionista-attivista partenopea Benedetta de Falco: “Con tutto il rispetto questo post è delirante ed imbarazzante”. Sulla stessa lunghezza d’onda Maria Aprovitola, autista Anm: “Praticamente se dalle indagini viene fuori che in Anm non viene rispettato il protocollo sulla sicurezza, i lavoratori interessati verranno messi in cassa integrazione? Quindi è un invito a tacere per chi sa? Praticamente la cittadinanza e i lavoratori devono bere o affogare? ” L’assessore Panini sostiene che l’azienda rispetta le leggi sulla sicurezza? Sarà la magistratura a stabilirlo. E i carabinieri che hanno delega di polizia giudiziaria ascolteranno i lavoratori. Significativa l’intervista rilasciata oggi  da Enzo Balzano, esponente di un sindacato indipendente e dipendente Anm al quotidiano “Il Mattino”.  “Posso dire immediatamente che il sistema semaforico va spesso in tilt e i macchinisti sono autorizzati ad avanzare “a vista” – sottolinea Balzano –  Posso anche raccontare di un sistema computerizzato vetusto che non riesce a controllare correttamente gli scambi generando spesso tensioni e problemi. I semafori spesso sono spenti e si chiede a chi governa il convoglio di avanzare con cautela, guardando con attenzione se ci sono altri treni nelle vicinanze. È una realtà, così come sono reali le continue saldature per mantenere le carrozze agganciate ai carrelli, alle ruote. Sono unità di trasporto vecchie, le parti in ferro stanno cedendo: vi sfido ad andare a controllare al di sotto di ogni convoglio e scoprirete decine e decine di saldature per tenere assieme i pezzi. Poi ci sarebbe anche la questione degli estintori – denuncia Balzano –  Un paio di mesi fa un treno stava andando in fiamme e solo in quell’occasione gli addetti si sono resi conto che gli estintori erano scarichi. Certe cose non le dico oggi a un giornalista, le spiego quotidianamente ai dirigenti dell’Anm che, però, non mi ascoltano”. E sulla sicurezza, efficace il commento di Apostolos Paipais, presidente dell’VIII Municipalità di Napoli durante la trasmissione “Barba e capelli” di radio Crc. “Ci risulterebbe che nel punto in c’è stato l’incidente non ci sono sistemi di controllo, che bloccano il treno in casi di emergenza”. Panini attacca gli “sciacalli”, sostenendo che l’azienda rispetta le leggi sulla sicurezza Saranno i magistrati a stabilirlo. Sicuramente la Procura di Napoli vuole fare chiarezza su tantissimi fatti, episodi, scelte politiche e amministrative. Non saranno le ipotesi di cassa integrazione o ventilate “tensioni sociali” a condizionare il lavoro dei magistrati e dei carabinieri. La Procura intende fare delle verifiche e controlli incrociati sul rispetto  delle normative in materia di prevenzione sugli infortuni sul lavoro, la funzionalità del sistema di sicurezza, i treni, le rotaie, i soldi pubblici spesi per i pezzi di ricambi, la “qualità” dei pezzi di ricambio, i nomi dei delle ditte che forniscono pezzi di ricambio, i meccanismi di affidamento degli appalti per le forniture, le fatture rilasciate. Indagini a 360 gradi.

Ciro Crescentini

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