Funerale proibito, De Luca ordina zona rossa a Saviano

Provvedimento precauzionale fino al 25 aprile, per “prevenire rischi di diffusione del contagio da Covid-19”. Dubbi sull’efficacia di una misura a breve termine

Folla ai funerali del sindaco Sommese, De Luca dispone la zona rossa a Saviano fino al 25 aprile. Un provvedimento annunciato, ma senza precedenti. A differenza delle altre zone rosse in Campania, a Saviano non c’è un focolaio infettivo accertato. Ma la scure della Regione si appella a motivi precauzionali. “All’esito di apposita riunione notturna – si legge nell’ordinanza del governatore – tenuta in argomento anche con il Direttore Generale della Asl competente e con supporto medico specialistico, l’Unità di Crisi regionale (…), ha rappresentato che “Preso atto che i media hanno documentato lo svolgimento, nel comune di Saviano (NA), di una cerimonia funebre con una massiccia partecipazione popolare, nella misura di alcune centinaia di persone, senza rispetto del necessario distanziamento sociale, si ritiene utile l’adozione di adeguate misure precauzionali volte a contenere ogni possibilità di diffusione del contagio, analoghe a quelle già adottate in alcuni territori comunali campani, per evitare precauzionalmente l’accesso e l’uscita dal relativo comune, nelle more della identificazione dei numerosi partecipanti all’evento e all’attivazione di misure di prevenzione individuali”. La motivazione: “Al fine di prevenire rischi di diffusione del contagio da Covid-19, potenzialmente elevati in considerazione del numero dei partecipanti all’evento e delle modalità documentate di svolgimento dell’evento medesimo, che in un’area densamente popolata possono determinare un elevato e grave pericolo, vanificando i risultati sin qui conseguiti in termini di progressiva riduzione dei contagi”.

Quali sono i rischi concreti a Saviano? Li illustra una relazione della Asl Napoli 3 sud. “Nella fattispecie – afferma l’ordinanza-, è chiaramente intuibile ed anche visibile osservando i video pubblicati sul web, che l’evento funebre organizzato nella città di Saviano in onore della salma ha esposto seriamente a rischio sanitario l’intero paese. Non sono state osservate le elementari norme di sicurezza imposte; non sono state rispettate le distanze sanitarie tra gli intervenuti al corteo funebre (si parla di circa 200 cittadini presenti in spazi ristretti con inevitabile vicinanza). La violazione delle misure di contenimento da Virus Covid-19 potrebbe favorire la diffusione di agenti patogeni in quanto non vi è alcuna certezza sullo stato di salute delle persone che hanno preso parte al corteo funebre. Il potenziale rischio di diffusione del virus è in questo caso elevato e potrebbe mettere in serio pericolo anche la salute dei cittadini dei paesi limitrofi”. E quindi “dal punto di vista igienico sanitario, al fine del contenimento dell’ulteriore diffusione della malattia da Covid-19, sarebbe opportuno limitare i contatti sociali tra i cittadini residenti in Saviano e la popolazione viciniora”. Restano i dubbi sull’efficacia del provvedimento: in soli 7 giorni si può accertare la sopravvenienza del virus, visti i tempi di incubazione? Non sarà facile nemmeno identificare, in questo lasso di tempo, tutti i partecipanti alle esequie. “Risulta che nell’immediatezza dell’evento – spiega il provvedimento – non siano state identificate le numerosissime persone che hanno partecipato all’evento medesimo e pertanto non è possibile, allo stato, adottare le adeguate misure individuali di prevenzione del rischio di diffusione del contagio”. Laconiche le spiegazioni di De Luca, in una nota. “La messa in quarantena per il Comune di Saviano, è stata una decisione inevitabile – sostiene – per impedire il sorgere di un focolaio di contagio a tutela della salute dei cittadini di Saviano, di quella dei Comuni vicini, e di un intero territorio densamente abitato”. Di stampo populista, invece, le ulteriori ragioni fornite dal governatore: “È stato anche un atto di rispetto per la figura di un grande medico e della sua famiglia, che avrebbe per primo sollecitato comportamenti responsabili. È una decisione che rende merito al sacrificio compiuto da tanti cittadini che hanno rispettato le regole. È una decisione che ripristina la dignità e onora l’impegno civile di tutta la nostra comunità”. Motivi comprensibili, ma che poco hanno da spartire con un’emergenza sanitaria.

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