L’auditorium dell’ente dei lavoratori ospita un evento della Cisl con Roberto Fico: dubbi su imparzialità e trasparenza
Oggi, nell’auditorium del Formedil di Napoli, si è svolto un incontro organizzato dalla Cisl con il candidato alla Presidenza della Regione Campania Roberto Fico, esponente del centrosinistra. Nulla di male, se non fosse che il Formedil non è una sede di partito né un circolo politico, ma un ente paritetico finanziato da imprese, lavoratori e in parte dalla Regione Campania. In altre parole: un soggetto sostenuto con fondi collettivi e pubblici. E se tutto ciò venisse confermato, saremmo di fronte a un caso di uso improprio di una struttura finanziata anche con soldi dei contribuenti.
Il Formedil nasce con scopi precisi: formazione, sicurezza sul lavoro, qualificazione professionale. Non è un luogo per comizi né per campagne elettorali. Le sue aule, i suoi laboratori, il suo auditorium sono strumenti di crescita per chi lavora nei cantieri, non vetrine per chi cerca voti. Permettere che un candidato politico utilizzi questi spazi significa tradire la neutralità che un ente di questo tipo deve mantenere.

La domanda è semplice e bruciante: la Cisl ha usufruito gratuitamente della struttura? Esiste un contratto di affitto, un atto di concessione, una delibera che giustifichi l’utilizzo dell’auditorium? E soprattutto: perché non sono stati ospitati anche gli altri candidati alla Presidenza della Regione Campania, garantendo pari accesso e imparzialità? Fino a quando queste risposte non verranno rese pubbliche, il dubbio resta pesante.
Non è questione di partiti o di schieramenti: è questione di correttezza, trasparenza e rispetto per i lavoratori che con le loro quote e con il loro lavoro finanziano questi enti. Se l’uso della sala è stato gratuito o a condizioni di favore, si configurerebbe un vantaggio politico indebito, un gesto che — anche senza violare formalmente la legge — rappresenterebbe una ferita al principio di equità che dovrebbe guidare ogni organismo di formazione paritetica.

Il problema è anche di immagine e di fiducia. Gli enti bilaterali come il Formedil esistono proprio perché rappresentano la collaborazione tra sindacati e imprese. Sono spazi neutri, di equilibrio e di servizio. Vederli trasformati in strumenti di propaganda rischia di minare la credibilità di un intero sistema costruito in decenni di lavoro comune. E il messaggio che passa ai lavoratori è devastante: “i nostri soldi e le nostre strutture usati per fare politica”.
Ora serve chiarezza. Il Formedil e la Cisl devono pubblicare immediatamente gli atti che hanno autorizzato l’incontro, indicando se sia stato pagato un canone e in base a quale regolamento. In mancanza di ciò, la Regione e le autorità di controllo — dalla Cassa Edile all’ANAC — dovrebbero intervenire per verificare eventuali violazioni nella gestione di un bene finanziato anche con denaro pubblico.
Chi gestisce risorse comuni non può comportarsi come se fossero proprie. Se la politica entra negli spazi dei lavoratori, lo può fare solo con regole uguali per tutti e con piena trasparenza. Tutto il resto è un abuso morale e istituzionale che va denunciato con forza. Perché chi amministra beni collettivi non deve essere fedele a un partito, ma alla coscienza pubblica e al rispetto dei cittadini che quei beni li hanno costruiti, mattone dopo mattone.
Alma
