Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Strage di braccianti tra Basilicata e Calabria: il sistema del caporalato e le ombre della criminalità organizzata

Redazione by Redazione
3 Giugno 2026
in Economia e Società, Attualità, Notizie correlate
0

Dalla Val d’Agri ad Amendolara, emergono connessioni tra sfruttamento, aziende agricole e reti criminali

Non si tratta di episodi isolati. Le morti dei braccianti stranieri nelle campagne tra Basilicata e Calabria stanno facendo emergere un sistema consolidato di sfruttamento, controllo e intimidazione che, secondo investigatori e sindacati, va ben oltre la figura del singolo caporale.

Il quadro è emerso con forza durante un’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, svoltasi il 10 marzo presso la Prefettura di Matera. Davanti ai commissari, i vertici delle forze dell’ordine hanno illustrato i risultati delle indagini avviate dopo un grave incidente avvenuto nell’autunno scorso in Val d’Agri, costato la vita a quattro lavoratori agricoli stranieri e che ha provocato il ferimento di altri sei.

Quell’episodio, secondo gli investigatori, ha rappresentato soltanto il punto di partenza per portare alla luce una realtà molto più ampia. Ricostruendo vicende pregresse e collegandole agli sviluppi più recenti, gli inquirenti hanno individuato meccanismi ricorrenti di reclutamento, sfruttamento e controllo della manodopera migrante.

Un modello che si ripete

Le prime svolte investigative sono arrivate con quattro arresti eseguiti nel dicembre successivo. Tra gli indagati figurano anche due cittadini pachistani accusati di aver provocato la morte di quattro lavoratori all’interno di un minivan incendiato in un’area di servizio lungo la Statale 106, tra Amendolara e Roseto Capo Spulico.

Il sopravvissuto alla tragedia, Mohammad Taj Alamyar, ha definito quel contesto con un’espressione destinata a suscitare forte attenzione: “La mafia del Pakistan”.

Le testimonianze raccolte dagli investigatori descrivono un sistema caratterizzato da alloggi degradati, trattenute economiche imposte ai lavoratori e una dipendenza totale dai caporali per ogni aspetto della loro permanenza sul territorio.

Le intimidazioni ai superstiti

Secondo quanto riferito dai responsabili delle forze dell’ordine durante l’audizione parlamentare, alcuni lavoratori sarebbero stati minacciati affinché fornissero versioni dei fatti attenuate o non corrispondenti alla realtà. Un investigatore ha spiegato che: “I superstiti erano stati intimiditi dai caporali per fornire una ricostruzione annacquata, sostanzialmente falsa”.

Per evitare interferenze nelle indagini e garantire la sicurezza dei testimoni, carabinieri e polizia hanno deciso di trasferire i superstiti in strutture protette.

Un ufficiale ha aggiunto: “Abbiamo dovuto spostare i braccianti sopravvissuti in una struttura protetta per garantire un racconto veritiero”.

Grazie anche a queste tutele, gli inquirenti sono riusciti a consolidare un impianto accusatorio che ha portato all’arresto di quattro caporali.

Lavoro sottopagato e controllo costante

Le indagini hanno documentato condizioni di lavoro estremamente gravose. Secondo gli accertamenti, molti braccianti percepivano circa 42 euro al giorno per otto ore di attività nei campi. A queste si aggiungevano altre due o tre ore trascorse sui mezzi di trasporto.

Un investigatore ha descritto così il sistema di controllo: “Erano sottoposti a metodi di sorveglianza assolutamente vietati, dovevano chiedere il permesso anche per andare in bagno, e non sempre veniva accordato”.

Il nodo delle aziende agricole

Già nel novembre 2025 la Guardia di Finanza aveva denunciato i titolari di circa trenta aziende agricole dell’area ionica lucana per il mancato versamento dei contributi previdenziali.

Secondo gli accertamenti, l’evasione avrebbe superato i due milioni di euro. Un sindacalista ha commentato: “Hanno trattenuto sui loro conti anche la quota del 9% a carico dei lavoratori”.

La strage di Amendolara

Le vittime dell’incendio avvenuto ad Amendolara si chiamavano Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Safi Iayjad, 27 anni, e Waseem Khan, 29 anni. Secondo le ricostruzioni investigative, la lite sarebbe nata da richieste di pagamento non soddisfatte.

Uno dei testimoni ha raccontato: “Non erano stati mai pagati. La lite nasce dalle richieste di soldi, fino ad arrivare all’abominio”. I due arrestati, Safeer Ahmed e Ali Raza, sono accusati di aver cosparso il veicolo di benzina e di aver appiccato il fuoco. Il superstite ha riferito: “Parlavano di droga e pistole, era un sistema”.

Le accuse dei sindacati

Secondo la Cgil Calabria, il caporalato nelle campagne del Mezzogiorno si fonda su una struttura articolata che comprende reclutatori, intermediari e imprese. Un rappresentante sindacale ha affermato: “A fronte di un caporale c’è sempre un’azienda che si rivolge a lui”. Anche la Uil ha aggiunto: “Non è possibile che due persone arrivate dall’estero gestiscano un sistema simile senza coperture”.

Le critiche alla normativa sull’immigrazione

Secondo il segretario della Cgil Basilicata, Fernando Mega, il sistema normativo favorirebbe lo sfruttamento. “Il decreto flussi è inefficace e produce irregolarità e ingiustizie”. Anche l’Usb ha criticato il quadro legislativo: “La legge Bossi-Fini ha criminalizzato i migranti e ridotto il loro potere contrattuale”.

Nel frattempo le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di responsabilità dietro un sistema che, secondo gli inquirenti, ha trasformato il lavoro agricolo in una catena di sfruttamento strutturato.

Alessandro Manna

Tags: Basilicata Calabria migranticaporalatolavoro agricolo sud Italiamafia e agricolturasfruttamento braccianti
Previous Post

Napoli, l’Ispettorato del Lavoro nella tempesta: indagini, sospensioni e ombre sulla vigilanza

Next Post

Napoli, Potere al Popolo convoca un’assemblea: “La città non è migliorata”

Next Post
Campania, Maria Pia Zanni (Potere al Popolo):”Subito un piano straordinario per il lavoro”

Napoli, Potere al Popolo convoca un’assemblea: “La città non è migliorata”

🕐 Aggiornato il: 03/06/2026 alle 23:31

Le news in evidenza

  • Referendum contro i finanziamenti pubblici ai giornali: cresce la raccolta firme 4 Giugno 2026
  • Sfruttamento del lavoro agricolo: cosa possono fare davvero i consumatori 4 Giugno 2026
  • Napoli, Potere al Popolo convoca un’assemblea: “La città non è migliorata” 3 Giugno 2026
  • Strage di braccianti tra Basilicata e Calabria: il sistema del caporalato e le ombre della criminalità organizzata 3 Giugno 2026
  • Napoli, l’Ispettorato del Lavoro nella tempesta: indagini, sospensioni e ombre sulla vigilanza 3 Giugno 2026
  • Bacoli, il TAR respinge il ricorso delle aziende nautiche: confermate le limitazioni ai trasporti di barche 3 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.