Monitoraggio su sicurezza, subappalti e flussi di manodopera per le opere legate all’America’s Cup 2027. Ma sugli impegni occupazionali ancora nessuna risposta concreta
Nuovo passaggio operativo per il monitoraggio degli interventi di bonifica e rigenerazione urbana nell’area di Bagnoli-Coroglio. Questa mattina, presso la Prefettura di Napoli, si è svolta una riunione convocata dal prefetto Michele di Bari per verificare lo stato di attuazione del Protocollo di legalità sottoscritto lo scorso 25 marzo e relativo alle opere di risanamento ambientale e trasformazione urbana dell’area di interesse nazionale, comprese quelle connesse alla 38ª edizione dell’America’s Cup che si terrà a Napoli nel 2027.
Al tavolo erano presenti i rappresentanti della struttura commissariale per la bonifica e la rigenerazione urbana di Bagnoli-Coroglio, delle Forze dell’Ordine, del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, di INVITALIA, dell’Ispettorato dell’Area Metropolitana di Napoli, di INPS, INAIL, ASL Napoli 1 Centro, dell’Associazione Costruttori Edili Napoli (ACEN), dei Raggruppamenti Temporanei di Impresa impegnati nei lavori, delle organizzazioni sindacali, della Cassa Edile di Napoli, del FORMEDIL e dell’ASLEN.
Al centro dell’incontro il funzionamento del Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera, organismo previsto dal Protocollo con l’obiettivo di garantire il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nei cantieri. Lo strumento punta a rafforzare il contrasto al lavoro irregolare, verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza e prevenire eventuali tentativi di infiltrazione criminale nell’esecuzione delle opere.
Nel corso della riunione sono state definite le modalità di scambio delle informazioni tra le amministrazioni e gli enti partecipanti, che si sono impegnati a condividere eventuali criticità e problematiche da approfondire per individuare soluzioni operative efficaci e tempestive.
Particolare attenzione è stata dedicata alle questioni sindacali. I rappresentanti dei lavoratori hanno evidenziato le difficoltà di accesso a un cantiere caratterizzato da una continua evoluzione organizzativa. In risposta, la struttura commissariale ha annunciato la prossima realizzazione di uno spazio dedicato agli incontri e alle assemblee sindacali all’interno dell’area interessata dagli interventi.
Durante il confronto è stata inoltre illustrata la piattaforma digitale finanziata con fondi del PNRR che consentirà ai cittadini di monitorare l’avanzamento dei lavori e di consultare dati relativi all’impatto ambientale delle opere sul territorio.
Anche INVITALIA ha presentato il proprio sistema informatico certificato dall’ANAC, attraverso il quale vengono censite tutte le imprese operanti nella filiera dei lavori, i lavoratori impiegati e i mezzi utilizzati nei cantieri. Una banca dati alla quale potranno accedere gli organi di controllo mediante specifici profili di consultazione.
Uno dei temi maggiormente approfonditi ha riguardato la Dichiarazione d’intenti sottoscritta tra il Commissario Straordinario, INVITALIA, il Comune di Napoli e i Raggruppamenti Temporanei di Impresa aggiudicatari delle procedure di gara. L’accordo prevede la valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio e il coinvolgimento di lavoratori appartenenti alle fasce più svantaggiate della popolazione locale.
Su questo punto, i rappresentanti della struttura commissariale e delle imprese affidatarie hanno comunicato che sono in corso le attività di profilazione delle figure professionali necessarie ai lavori. Successivamente tali esigenze saranno trasmesse al Comune di Napoli, che ha già completato una ricognizione della forza lavoro disponibile nell’area interessata, per procedere all’individuazione dei candidati da selezionare.
Tutti i partecipanti hanno espresso apprezzamento per i risultati finora raggiunti attraverso la collaborazione tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali, concordando sulla necessità di convocare periodicamente il Tavolo di monitoraggio con approfondimenti specifici sulle diverse problematiche che emergeranno nel corso dell’avanzamento dei lavori.
Al termine della riunione, il prefetto Michele di Bari ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto nell’attuazione del Protocollo, ribadendo la centralità degli obiettivi di legalità, trasparenza e sicurezza nell’intero processo di rigenerazione urbana dell’area.
A margine dell’incontro sono intervenuti anche il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, e il segretario generale della Fillea Cgil Napoli, Giuseppe Mele.
«La riunione in Prefettura dedicata al monitoraggio degli interventi a Bagnoli-Coroglio rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la massima trasparenza in quello che oggi è il cantiere più rilevante del territorio. In vista dell’America’s Cup 2027, il processo di rigenerazione urbana deve procedere insieme al rispetto delle regole del lavoro e alla prevenzione di ogni rischio di infiltrazione criminale. Continueremo a vigilare affinché gli strumenti digitali messi in campo da Invitalia e dalla struttura commissariale assicurino un controllo costante e concreto sulla manodopera impiegata, sul rispetto del contratto dell’edilizia e sulla gestione dei subappalti».
I due dirigenti sindacali hanno inoltre accolto positivamente l’annuncio relativo alla realizzazione di uno spazio per le assemblee sindacali all’interno dell’area di cantiere, evidenziando il contributo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali e l’utilizzo dell’aula mobile del FORMEDIL per la formazione direttamente sul posto.
«La dinamicità dei lavori non può tradursi in limitazioni dei diritti sindacali o nell’impossibilità per i rappresentanti dei lavoratori di accedere ai cantieri. La bonifica di Bagnoli potrà diventare un riferimento nazionale soltanto se sarà capace di coniugare sicurezza, regolarità occupazionale e dignità del lavoro», hanno concluso Nicola Ricci e Giuseppe Mele.
Il nodo ancora irrisolto delle assunzioni locali
Se sul piano della legalità, della sicurezza e della trasparenza amministrativa il confronto in Prefettura ha evidenziato un quadro di collaborazione tra le parti, resta tuttavia aperta una questione che continua a suscitare interrogativi tra i cittadini e i lavoratori dell’area occidentale di Napoli.
La Dichiarazione d’intenti sottoscritta nei mesi scorsi prevedeva infatti un percorso finalizzato a favorire l’inserimento lavorativo di disoccupati e lavoratori svantaggiati provenienti dal territorio di Bagnoli-Coroglio. Un impegno che rappresentava uno dei punti qualificanti dell’intero progetto di bonifica e rigenerazione urbana.
Ad oggi, però, non risultano ancora segnali concreti in grado di dimostrare una piena attuazione di tali obiettivi occupazionali. Durante la riunione odierna, le indicazioni fornite dalla struttura commissariale e dalle imprese si sono limitate a confermare l’esistenza di attività preliminari di profilazione della manodopera e di successive interlocuzioni con il Comune di Napoli.
Una risposta che per molti osservatori appare ancora generica e che rischia di alimentare la percezione di un ulteriore rinvio rispetto agli impegni assunti. Mentre il cantiere procede e le opere avanzano, il tema dell’occupazione locale continua infatti a restare in una fase interlocutoria, senza che siano stati resi noti numeri, tempi certi o procedure già avviate per l’effettivo inserimento dei disoccupati del territorio.
È proprio su questo aspetto che si concentrano le principali aspettative della comunità locale. Perché se la bonifica e la rigenerazione urbana rappresentano una sfida fondamentale per il futuro di Bagnoli, il loro successo sarà misurato anche dalla capacità di generare opportunità di lavoro reali per chi vive da anni le difficoltà economiche e occupazionali dell’area.
La sensazione diffusa è che, almeno su questo fronte, alle dichiarazioni d’intenti non siano ancora seguiti risultati tangibili. E il rischio è che la politica del rinvio e delle risposte aleatorie finisca per indebolire la fiducia di cittadini e lavoratori verso un progetto che, per essere davvero un modello nazionale, dovrà dimostrare di saper mantenere anche le promesse occupazionali assunte nei confronti del territorio.
Ciro Crescentini
