E de Magistris lancia lo zapatismo partenopeo: “Il popolo sta facendo la rivoluzione” – Video

Il sindaco parla sul palco di Cosmopolitica, l’assemblea di Roma che riunisce ex Pd e Sel per dare vita a Sinistra Italiana con movimenti e associazioni

Lo slogan è destinato a durare, anche se le sue fortune sono legate inevitabilmente al voto per le comunali. De Magistris lancia lo zapatismo “in salsa partenopea”. Un po’ subcomandante Marcos, un po’ Pablo Iglesias, il leader della spagnola Podemos, il sindaco di Napoli arringa tra slogan e iperboli la platea di Cosmopolitica, l’assemblea di Roma che riunisce ex Pd e Sel per dare vita a Sinistra Italiana con movimenti e associazioni. “Napoli non è Ginevra, non è diventata Berna, ci sono ancora un sacco di problemi e per questo ci ricandidiamo ma in 5 anni è rimasta autonoma, non ha ceduto al compromesso morale. Non abbiamo lobby, partiti forti, soldi, siamo accerchiati istituzionalmente da molto tempo, a cominciare dal commissariamento su Bagnoli”. De Magistris riassume: Napoli è “una città che non ha avuto paura a dare la cittadinanza onoraria al capo dello Stato della Palestina. Napoli è la città della pace e dei diritti. In attesa che il Parlamento abbia un sussulto d’orgoglio diamo la cittadinanza anche ai figli degli immigrati”. “Abbiamo assunto – dice – 370 maestre a tempo indeterminato perché la lotta alla mafia si fa innanzitutto nelle scuole non con l’esercito”. Insomma, il nocciolo è che “oggi Napoli ha un sistema di autogoverno. Hanno cercato di strapparci tutto, per un mese mi hanno strappato anche le funzioni di sindaco, ci sentiamo politicamente più forti perché la connessione tra l’amministrazione e la gente si è consolidata”. Il crescendo di de Magistris ha un bersaglio solo: Renzi. “Napoli è fuori controllo, perché quando liberi le energie in una città come Napoli è il popolo che sta trovando la sintesi. La rivoluzione la fanno i popoli non i governi: a Napoli sta nascendo uno zapatismo in salsa partenopea, un Podemos partenopeo”. E dopo aver studiato da sindaco, l’ex pm forse studia da leader dell’ennesima formazione sorta a sinistra del Pd. Dove lo spazio è sempre più largo, i consensi non si sa ancora.

 

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