De Magistris: su Bagnoli nessuna marcia indietro, il governo mischia le carte

Il 9 marzo è prevista l’udienza al Tar sul ricorso contro il commissariamento presentato dal Comune di Napoli

NAPOLI – Quelli che credevano, anche alla luce dei risultati delle primarie di ieri, che la conferenza stampa convocata stamattina dal sindaco Luigi de Magistris sul tema Bagnoli avrebbe segnato il momento in cui il primo cittadino avrebbe fatto un passo indietro rispetto alle posizioni fino ad adesso tenute a riguardo si sono dovuti ricredere.

Perché non solo il sindaco ha annunciato che non ci sarà alcun ripensamento, ma ha anche sottolineato che la strada e le condotte intraprese nei riguardi del commissariamento e dell’azione di governo non saranno modificate nonostante le modifiche che il governo Renzi ha apportato all’articolo 33 dello Sblocca Italia.

Ciò a cui si riferisce il primo cittadino è l’atto con cui si è cancellato, con un emendamento inserito nel decreto Milleproroghe, la realizzazione di una società di trasformazione urbana per la riqualificazione di Bagnoli.

Un gesto che de Magistris, accanto cui erano seduti il vicesindaco Raffaele del Giudice e l’assessore alla Urbanistica Carmine Piscopo, ha definito “una scorrettezza istituzionale con cui il governo ha mischiato le carte in tavola”.

A cosa si riferisce di preciso de Magistris? Si riferisce al ricorso presentato dal Comune di Napoli che sarà discusso mercoledì 9 marzo che, con questo atto di palazzo Chigi di fatto potrebbe essere infondato.

Insomma, dice l’ex pm che il governo “sa che il ricorso del Comune contro il commissariamento è fondato e ha quindi tentato di svuotarlo, eliminando la società di scopo”.

Dunque, l’annuncio che mercoledì non saranno presentati motivi aggiuntivi al ricorso per evitare uno slittamento dell’udienza.

“Faremo capire al Tar che restano intatte le tutte le ragioni di vulnus costituzionale, nonostante il governo abbia tolto la società di scopo che è la chiara testimonianza che sapeva di aver esercitato un furto di democrazia con il commissariamento di Bagnoli. Non sono venuti meno le ragioni che ci rendono convinti che la magistratura possa rimettere a posto quegli equilibri costituzionali che sono stati violati”.

Sempre uguali le motivazioni. “Non c’è alcuna necessità di procedere con poteri straordinari a Bagnoli. Siamo sotto occupazione istituzionale, quella che sta accadendo con commissariamento, cabina di regia e le stanze opache del potere. Non vogliamo che continui a essere perpetrata questa violazione costituzionale e questo esproprio di poteri, la nostra determinazione resta intatta e il 9 marzo è uno snodo fondamentale. Siamo preoccupati di come si stanno prendendo decisioni per il futuro che spettano alla città. Da due anni avrebbero dovuto far una sola cosa: l’inizio della bonifica, ma non se n’è vista traccia”.

Barbara Tafuri

(Foto-video Ufficio stampa Comune di Napoli)

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