De Magistris: “Patto per Napoli, si firma la prossima settimana”. Ma con Emiliano nasce asse anti Renzi

L’accordo da 308 milioni sarà sottoscritto a Napoli. Col governatore pugliese alleanza politica: “Costruire un’alternativa al modo di fare politica di questo governo”

Con una mano firmerà il Patto per Napoli assieme al premier. Con l’altra stringerà invece un patto con il governatore pugliese, contro le politiche del governo. A Bari de Magistris inaugura i due forni nelle relazioni con Palazzo Chigi, perché ribadisce: “Renzi non mi convince”. Al presidente del consiglio stringe la mano all’assemblea dell’Anci. C’è chi nota il gesto di cortesia, dopo le bordate dell’ultimo anno, culminate nell’invettiva del “Renzi cacati sotto” in campagna elettorale. “Non mi provochi a prima mattina – dice il sindaco agli intervistatori di Radionorba –  la stretta di mano tra me e Renzi è manifestazione di rispetto istituzionale, non mi sembra una notizia, il primo a cui ho stretto la mano da sindaco è stato Berlusconi, pensi un po'”. “Un conto – ripete ancora de Magistris – sono i rapporti istituzionali tra governo e città, altro è l’autonomia politica e ieri il presidente Renzi non mi ha per niente convinto, l’Amministrazione della città di Napoli mantiene una distanza politica da un governo che a nostro avviso non va nella direzione giusta”. Intanto però è cosa fatta la firma del Patto per Napoli, che porterà alla città risorse da 308 milioni.

 

 

“L’accordo tecnico – afferma il primo cittadino – sostanzialmente è chiuso, è solo questione di scrittura dei testi e poi dobbiamo decidere la data della firma che potrebbe essere la settimana prossima a Napoli”. Ma la distensione con Palazzo Chigi finisce qui. Perché smessa la grisaglia degli accordi istituzionali, de Magistris torna sulle barricate, per disegnare perfino i contorni di un nuovo soggetto politico. “Sono interessato a costruire qualcosa che vada anche oltre i confini della nostra città – spiega – quindi con Michele Emiliano sicuramente costruiremo un rapporto sempre più stretto e sempre più forte, poi che tipo di costruzioni nasceranno questo è molto presto per dirlo”. Con il presidente della Regione Puglia si stanno gettando le basi di una possibile alleanza. “Io e Michele non ne abbiamo parlato. Abbiamo – dichiara de Magistris – molte cose in comune e anche nel sentire l’appartenenza alla nostra terra. Adesso credo che sia venuto il momento di costruire a livello nazionale qualcosa che sia veramente innovativo. Michele Emiliano lo troverei per il futuro del Mezzogiorno d’Italia un alleato naturale al di là delle forme organizzative”. Qualunque cosa stia nascendo, sono chiari i confini: sarà alternativa a Renzi e al renzismo. Emiliano fa eco al sindaco: “E’ inimmaginabile – premette – di guidare movimenti politici per qualcuno che ha la responsabilità che abbiamo noi. Certo, svolgeremo dentro la funzione che ci è stata affidata un lavoro di costruzione di un’alternativa, perché è evidente che in questo modo non si può proseguire”. “L’alternativa – aggiunge il governatore – mi auguro ci possa essere dentro il Pd, e immagino che nel prossimo Congresso, al quale io non parteciperò come candidato, ci saranno delle alternative che ci consentano di riaprire un antico dialogo con noi stessi, con il concetto di sinistra, che per noi è ancora molto importante”. Ma dopo il referendum del 4 dicembre nulla sarà come prima, a cominciare dal Pd.

girobe

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