Covid, la curva sale. Venerdì De Luca minacciava “chiudo tutto fra 4 giorni”. Che farà?

In Campania aumentano i nuovi positivi, quasi scaduto “L’ultimatum” del governatore. Movida nel mirino, associazioni del commercio già sul piede di guerra

Venerdì, nella rituale diretta Facebook, il governatore campano annunciava: “La Campania è la regione più esposta al contagio. Se tra 3 o 4 giorni verificheremo con i nostri epidemiologi che la curva del contagio, anziché stabilizzarsi o scendere, si aggrava, noi chiuderemo tutto”. I dati di oggi, a tre giorni da quell’annuncio, parlano chiaro: dai 253 nuovi casi di quel giorno, si è arrivati a 295 (con un decesso), passando per i 274 di sabato e i 245 di ieri. Dunque, tecnicamente la curva sarebbe salita: cosa farà oggi, De Luca? In teoria, “l’ultimatum” prevederebbe ulteriori 24 ore di riflessione, in attesa delle cifre di domani. Ma in molti iniziano a domandarsi quale sarà la prossima mossa del “governatore con il lanciafiamme”. Il primo obiettivo del “lockdown alla campana”, da quanto risulta, sarebbe il mondo della movida. Un settore spesso finito nel mirino di De Luca, per la presunta tendenza dei frequentatori a trasgredire le norme. “Se vogliamo convivere con il Covid tenendo aperte le attività economiche – spiegava venerdì – dobbiamo rispettare rigorosamente le regole e sottoporci a qualche piccolo sacrificio. La mascherina va indossata sempre quando si è fuori, e sulla bocca. Se l’alternativa è passeggiare in allegria o avere i morti per strada, io credo che non ci siano dubbi sulla scelta da fare”. Ossia, “chiudere tutto”. Una prospettiva raggelante per le associazioni di categoria, già sul piede di guerra.  “Le dichiarazioni del presidente De Luca su nuove possibili chiusure delle attività commerciali per arginare il diffondersi dell’epidemia di contagi da Covid-19 – affermano i presidenti provinciali di Confcommercio di Napoli, Caserta e Salerno, Carla Della Corte, Lucio Sindaco e Giuseppe Gagliano – stanno generando non poche ansie tra gli operatori del settore che temono gli effetti nefasti di un secondo lockdown. Un’ipotesi che va assolutamente scongiurata. Le serrate di marzo – continuano i presidenti – i ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, le difficoltà per ottenere prestiti dalle banche hanno segnato infatti in modo incontrovertibile il destino economico di tante famiglie e messo in ginocchio migliaia di attività che ora guardano con forte preoccupazione alle misure paventate dalla Regione”. I vertici locali di Confcommercio “pur condividendo la necessità di una politica di rigore nell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e del distanziamento sociale”, ritengono “che una possibile nuova chiusura sia da evitare perché innescherebbe effetti devastanti sull’economia della Regione e in particolare sul commercio, sul turismo e sui servizi. Non si possono penalizzare attività già duramente provate che rischierebbero questa volta di non sopravvivere”. E auspicando “che l’ipotesi di un nuovo lockdown non venga assolutamente presa in considerazione”, chiedono: “Nel caso in cui le condizioni sanitarie dovessero renderlo inevitabile, bisognerà trovare strumenti di compensazione economica adeguati ad evitare un’altra ecatombe economica per le aziende”. Confcommercio attende “una convocazione in Regione prima dell’adozione di qualsiasi decisione per un confronto costruttivo sulle modalità e i tempi di intervento”. Ma la curva sale, e il tempo stringe: come agirà De Luca?

Gianmaria Roberti

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