Covid, De Luca e il ministro Speranza a braccetto per il lockdown totale: la Campania insorge, clima da guerra civile

Tanti lavoratori e piccoli imprenditori vittime delle scelte politiche autoritarie del governatore e dei falchi del governo

Le scelte politiche del  presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca rischiano di provocare tensioni e gravi problemi di ordine pubblico e sociale considerato che sono in corso decine di proteste sociali nella Regione. Tantissimi lavoratori del settore della ristorazione, del commercio, del turismo, nelle prossime ore potrebbero diventare vittime di licenziamenti e fallimenti aziendali senza adeguate coperture o affidabili ammortizzatori sociali. L’indennità di cassa integrazione è una salario sociale da fame. Il 76 per cento calcolato sulla paga minima, meno di 400 euro.  L’arroganza di De Luca rischia di far scoppiare la guerra civile. Un comportamento irresponsabile mentre in Campania e nelle altre regioni del Paese emerge un delicato clima di tensione sociale denunciato da una preoccupatissima ministra dell’Interno Lamorgese.  Il capo del governo regionale annuncia una nuova ordinanza per bloccare tutte le attività, fatte salve alcune categorie lavorative e la mobilità intercomunale e tra regioni. Una fuga in avanti, una sponda per i ministri Roberto Speranza e Dario Franceschini che spingono per un nuovo lockdown nazionale. E stando ad alcune indiscrezioni trapelate da Palazzo Santa Lucia, De Luca avrebbe concordato la nuova ordinanza con Roberto Speranza, una mossa strategica per spiazzare il presidente del consiglio Giuseppe Conte e costringerlo a dichiarare il blocco in tutto il Paese. Il colloquio  che si è tenuto oggi tra De Luca e il ministro Speranza  è un atto della solita commedia. La richiesta di un tavolo congiunto tra Regione e Governo  “per la definizione di un Piano socio-economico a sostegno di tutte le categorie produttive (dell’industria, del commercio, dell’artigianato, del turismo, della cultura) è un tentativo per stemperare le proteste sociali. Un piano concordato con i sindacati confederali regionali e le associazioni dei commerciati e degli esercenti concertativi, silenti e complici .

CiCre

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