L’ex presidente del consiglio rilancia il Reddito di Cittadinanza in versione riformata e attacca il governo Meloni: “Solo un cambio di nome per ridurre i beneficiari”.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è arrivato oggi a Napoli per presentare ufficialmente il candidato alla presidenza della Regione Campania per il centrosinistra, Roberto Fico. Un evento tenutosi nella sede di Foqus, ai Quartieri Spagnoli, alla presenza anche del sindaco Gaetano Manfredi, e che ha dato il via alla campagna elettorale dei 5 Stelle in Campania.
Conte: “Follia fare cassa sui poveri per spendere in armi”
Rispondendo ai cronisti, Conte ha sottolineato che sarebbe stato “folle non incontrare anche il presidente uscente della Regione”, riferendosi a Vincenzo De Luca, aggiungendo che “se avesse potuto fare un terzo mandato, lo avrebbe fatto. Punto”.
Sul reddito di cittadinanza, il leader pentastellato ha difeso con forza la misura, respingendo le accuse di slogan: “Uno slogan? Gli slogan sono quelli del centrodestra. Il governo Meloni non ha cancellato una misura, ha solo cambiato nome e ridotto la platea dei beneficiari per fare cassa sui poveri, recuperando un miliardo e mezzo di euro. Questo per finanziare 445 miliardi di spesa militare nei prossimi dieci anni. Una follia”.

Conte ha ribadito l’intento del M5S di puntare su politiche redistributive: “Noi non assistiamo banche o signori della guerra. Pensiamo a chi è in difficoltà. In Calabria abbiamo lanciato il sostegno di dignità e continueremo su questa strada”.
Fico: “Una Regione etica, partecipata e vicina ai cittadini”
Nel suo primo discorso da candidato presidente, Roberto Fico ha tracciato le linee guida della sua proposta politica: “Saremo presenti ovunque. Niente palchi alti, saremo a terra, tra la gente. La parola d’ordine sarà partecipazione”. Fico ha parlato di etica pubblica come bussola per le liste e la coalizione: “Faremo un esame etico per garantire liste pulite. La politica si fa con la testa alta e lo sguardo negli occhi dei cittadini”.
Ha poi promesso una Regione coinvolgente e collaborativa, che metta al centro le esigenze dei cittadini e lavori insieme alle imprese, con un nuovo “patto sociale”: “Vogliamo creare valore aggiunto non solo economico, ma anche sociale. Le nostre politiche partiranno da chi oggi non riesce a mettere un piatto in tavola. Per questo punteremo sulle politiche attive del lavoro e sul potenziamento dei centri per l’impiego”.
Politica estera e lavoro: “Se Trump mette dazi, la Campania perde”
Fico ha sottolineato anche l’importanza di una visione globale per proteggere l’economia regionale: “Se Trump mette dazi pesanti, Campania rischia posti di lavoro. Serve un dialogo continuo con il governo nazionale e attenzione agli scenari internazionali”. Infine, un appello all’unità della coalizione: “Lavoreremo con tutte le forze civiche e politiche disponibili. Anche chi non si candida può contribuire con idee e proposte. Collegialità e protagonismo saranno le nostre linee guida”.
Fico si sofferma sul presidente della Regione uscente. “Sicuramente mi vedrò con il futuro nuovo segretario del PD della Campania Piero De Luca. L’ho già sentito al telefono. Stiamo lavorando tutti insieme per costruire un programma e costruiremo un’agenda condivisa che sarà il nostro programma alle elezioni regionali”. Vincenzo De Luca? Non ci sarebbe alcun problema – ha detto – a incontrare De Luca, ci mancherebbe. Un incontro lo faremo sicuramente, è il presidente della Regione attuale non c’è nessun problema”.
Sui rifiuti “le linee europee e non solo ci dicono che dobbiamo aumentare la raccolta differenziata, che dobbiamo migliorare la raccolta dell’umido ed è chiaro che nell’immediato è impossibile chiudere il termovalorizzatore di Acerra. Nessuno ha mai detto specificamente questa cosa ma la tendenza è produrre meno rifiuti, differenziare più rifiuti e riuscire a rendere operativi tutti gli impianti possibili per la popolazione in Campania” – ha sottolineato Roberto Fico – anche la Regione attuale non ha aperto la quarta linea del termovalorizzatore di Acerra e ha vietato la costruzione di altri inceneritori il che significa, leggendo anche il sito della Regione, che noi siamo a circa il 50% di raccolta differenziata e al 43% della raccolta dell’umido. Se queste percentuali possono salire anche con l’immissione in operatività di nuovi impianti di compostaggio e quindi la messa a reddito del rifiuto e l’idea di economia circolare probabilmente nei prossimi anni possiamo portare meno rifiuti all’inceneritore. Questo mi sembra la cosa più normale del mondo ed è quello che ci chiede l’Europa”.
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