Tantissimi cittadini, associazioni e rappresentanti politici si sono riuniti a Largo Berlinguer per chiedere un immediato cessate il fuoco e la sospensione delle forniture militari a Israele
In una delle piazze simbolo dell’impegno civile partenopeo, Largo Berlinguer, si è svolta oggi una partecipata manifestazione promossa dalla Cgil Napoli e Campania per denunciare la crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza e sostenere la missione internazionale Global Sumud Flotilla, in partenza dal porto di Catania con l’obiettivo di forzare pacificamente il blocco navale israeliano.
Alla mobilitazione hanno preso parte numerosi cittadini, esponenti della società civile, rappresentanti istituzionali e figure politiche appartenenti a diversi schieramenti, tra cui Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista.
“Un popolo che chiede libertà”
Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, ha dichiarato: “È in corso un genocidio che non può lasciarci in silenzio. Alziamo la voce per esprimere indignazione, solidarietà e vicinanza a un popolo che vuole essere libero e che rischia di essere cancellato. Napoli risponde con forza e coraggio all’appello per la pace”.
Il Comune di Napoli: “Presenza politica fondamentale”
Presente alla manifestazione anche la vicesindaca Laura Lieto, che ha sottolineato il ruolo del Comune di Napoli: “Siamo qui per testimoniare l’impegno dell’amministrazione a favore della pace e dei diritti umani. Il nostro Consiglio comunale ha riconosciuto all’unanimità lo Stato di Palestina: un atto dal forte valore politico che segna la posizione della città rispetto a questo dramma umanitario”.
Alla mobilitazione erano presenti anche la presidente del Consiglio comunale Enza Amato e i consiglieri Antonio Bassolino, Rosario Andreozzi e Francesco Acampora.
Il contributo degli operatori sanitari: “Noi non resteremo in silenzio”
Un momento particolarmente toccante è stato l’intervento degli operatori sanitari della Regione Campania, che hanno aderito alla campagna nazionale di digiuno per Gaza. In un documento congiunto, i medici e infermieri hanno denunciato la distruzione del sistema sanitario palestinese e l’uccisione di oltre 1.500 colleghi sotto i bombardamenti: “La nostra missione è salvare vite, non possiamo restare indifferenti di fronte a questo crimine. Chiediamo l’interruzione delle forniture di farmaci prodotti da aziende coinvolte nel sostegno all’esercito israeliano, come la Teva”.
Gli operatori sanitari hanno inoltre rivolto un appello diretto al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, chiedendo un segnale concreto e l’interruzione dell’acquisto di farmaci da aziende collegate a Tel Aviv.
Collegamenti dal porto di Catania
In diretta dalla Sicilia è intervenuto anche il deputato Arturo Scotto, in partenza con una delle venti imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. “Non possiamo restare fermi mentre decine di migliaia di civili vengono massacrati. Il nostro viaggio è un gesto di pace e solidarietà attiva”, ha affermato.
Giornalisti sotto attacco
A ricordare la situazione drammatica dei media nella Striscia di Gaza è stata Valentina Barile, della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), che ha denunciato l’uccisione di numerosi giornalisti durante i bombardamenti.
CiCre

