Castellammare di Stabia, consigliera Muscarà: “giù le mani dalle Terme”

La Soprintendenza non esiste? Presentato un esposto al ministro Sangiuliano

In questi giorni, tra Regione Campania e Sovrintendenza è in discussione l’eventualità di demolizione della struttura delle Nuove Terme, così come è emerso nel corso della Conferenza dei Servizi convocata il 16 gennaio scorso a Palazzo Santa Lucia, su richiesta del Comune di Castellammare di Stabia, con l’obiettivo di arrivare ad un Accordo di Programma che consenta la realizzazione del nuovo ospedale

All’ordine del giorno c’è la possibilità di conservare gli elementi architettonici dello stabilimento del Solaro abbandonato da anni.

Sulla vicenda è intervenuta con una nota la combattiva consigliera regionale Maria Muscarà

“Dopo la gestione ‘abusiva’ degli ultimi anni dello stadio Collana ora recuperato dalla Regione, la stessa si è fatta promotrice ed attuatrice in maniera frettolosa dell’abbattimento degli spalti/tribune dell’ormai storico Stadio Collana, che doveva essere tutelato per legge dalla Soprintendenza avendo superato i 70 anni. Così non è stato! – ha dichiarato il Consigliere del gruppo misto, Maria Muscarà Ho inviato quindi una lettera al ministro della cultura San Giuliano, ed un esposto alla Corte dei conti, per tutelare la nostra storia che vogliono cancellare. Stessa sorte la subirà il Complesso Termale al Solaro di Castellammare, di un’importanza enorme e presente nel censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi del ministero. Esso è un importantissimo esempio di architettura razionalista che non può essere cancellato, dove tuttora gli studenti di architettura si recavano a visitarlo. La scusa? Quello di voler costruire un ospedale, come se quello fosse l’unico posto per farlo. Essendo un progetto del 1954, quest’anno compie 70 anni, e per ‘Ope Legis’ (per legge) deve essere tutelato. Non dimentichiamo che l’edificio è citato in almeno tre studi storico-sistematici sull’architettura contemporanea di livello nazionale e/o internazionale, è stato progettato da figure di rilievo, con un importante valore qualitativo all’interno del contesto urbano, dove sono presenti 28 acque termali diverse. Assurdo! Ecco perché non abbiamo diritto ad un assessore alla cultura, ed ecco perché la Soprintendenza non si muove: il loro obiettivo? La cancellazione della memoria. Ci provarono con la scuola Rocco Jemma, appartenuta al ventennio, ma all’ultimo minuto siamo riusciti a strapparla dalle braccia meccaniche degli escavatori, dopo manifestazioni ed interrogazioni. Giù le mani dalle Terme di Castellammare. Ma la Soprintendenza è inesistente!”

LINK CENSIMENTO ARCHITETTURE CONTEMPORANEE: https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=4076

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