Caf, macchina consenso elettorale: la pentastellata Manzo nella bufera

Un attivista pentastellato ha inviato un dossier ai vertici del partito

I Caf, Centri di Assistenza Fiscale trasformati in macchine di consenso elettorale. Teresa Manzo, deputata uscente e ricandidata del Movimento 5 Stelle è finita nell’occhio del ciclone. Un esposto/dossier inviato da un attivista pentastellato ai vertici del partito potrebbe mettere in discussione la candidatura. Nella mail, inviata tra l’altro anche all’ex reggente M5S Vito Crimi, e visionata dall’ agenzia Adnkronos, il militante dice di aver “constatato” che il 16 agosto, giorno in cui si sono svolte le parlamentarie, Manzo avrebbe votato in prima persona “per conto” di alcuni elettori, utilizzando le loro credenziali per accedere alla piattaforma Sky Vote, con un computer all’interno della sede del Movimento 5 Stelle di Castellammare.

Manzo – scrive l’attivista nel suo report – avrebbe usufruito “di un file Excel per tenere traccia dei votanti” operando “in prima persona nell’eseguire l’accesso alla piattaforma di voto per conto di questi ultimi, richiedendo il link personalizzato, condiviso presso la sua mail“. La parlamentare, si legge sempre nell’esposto inviato ai vertici M5S, “richiedeva inoltre i 5 numeri finali del n. di cellulare e il codice Sms Otp per confermare la votazione, votando in maniera autonoma per conto dei suddetti elettori“. L’attivista sostiene di essere riuscito a collegarsi alla rete Wi-Fi rilevando “l’indirizzo Ip della suddetta rete” per “richiedere un riscontro dei voti presso la medesima sede“. Alla mail è allegato anche il file audio della conversazione tra un uomo descritto come ex attivista M5S, “cliente del Caf” di cui Manzo è responsabile, e un altro interlocutore. L’uomo dell’audio, secondo l’autore della mail, confermerebbe le “metodologie di voto” sopra descritte e che “per l’attuale tornata elettorale ha ricevuto richiesta di voto”, facendo riferimento anche a un “sottinteso scambio di favori e prestazioni“.

Nell’audio si sente il presunto cliente del Caf dire: “Io non ho mai saputo votare”.Quindi Manzo faceva tutto lei?”, gli domanda il suo interlocutore. In seguito l’ex attivista afferma: “Lei (Manzo, ndr) mi ha detto: quando sarà il momento, ti chiamo e facciamo il servizio“. “Quindi la Manzo si mette a disposizione…”, incalza l’interlocutore. “Non da oggi… Ogni anno il 730 me lo fa lei e non si prende niente… Sempre a disposizione”, risponde ancora il presunto cliente del Caf.

L’Adnkronos ha contattato l’autore della mail indirizzata ai vertici del Movimento 5 Stelle, il quale – anche se dietro anonimato – conferma quanto scritto nella missiva, spiegando di essere stato testimone oculare dei fatti raccontati: “I gestori della piattaforma Sky Vote possono fare un check sull’indirizzo Ip che ho segnalato, in modo da verificare se dallo stesso Ip sono state effettuate più operazioni di voto oppure ricercare una sequenza che comprende uno stesso Ip per più voti“, afferma.

La deputata Manzo è stata interpellata dall’Adnkronos, che le ha chiesto un commento in merito alle accuse contenute nel ‘dossier’ inoltrato ai vertici del Movimento 5 Stelle. La parlamentare ha affidato al suo addetto stampa la seguente dichiarazione: “Il Movimento dispone di tutti i controlli e le garanzie possibili per accertare che chi si candida risponde ai criteri di trasparenza e coerenza coi principi fissati dallo statuto. Dopo anni di impegno per il territorio, non sarà una segnalazione basata su un audio la cui veridicità non è dimostrabile e in ogni caso decontestualizzato a limitare l’impegno che voglio portare avanti nell’interesse dei cittadini che ho già avuto l’onore di rappresentare in Parlamento”.

Dunque, i Caf si sono trasformati in moderni strumenti di raccolta del consenso. Gli organismi autorizzati dal Ministero delle Finanze non avendo uno specifico scopo di lucro riescono a gestire una platea di “clienti” molto ampia e di conseguenza a offrire loro una serie di servizi che sarebbero di competenza degli enti pubblici. Pertanto non vi è dubbio che il confine fra servizio pubblico e utilità privata rischia di essere violato dagli operatori autorizzati. Certamente è un sistema di gestione di rapporti umani, e con le prestazioni che erogano, anche di rapporti che riguardano il singolo cittadino e la pubblica amministrazione. I Caf sono un anello di congiunzione tra le persone e la pubblica amministrazione su questioni fiscali, pensionistiche, di invalidità. Le materie che affrontano i Caf toccano da vicino le singole persone, ma anche sfere più delicate di una persona e, spesso, dell’intero contesto familiare. E questo si può tradurre prima in gestione di rapporti, ma anche nella gestione del territorio.

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