Boscotrecase, non vedente e la famiglia sfrattati: dormono nell’androne

Il protagonista della storia è Agostino Pregevole, di 51 anni, coniugato con una figlia ammalata. La gente del posto si è subito prodigata per lui e la famiglia

L’uomo, dopo essere stato sbattuto fuori dall’appartamento in cui viveva, ha girovagato per il paese insieme ai familiari, salvo, poi, trovare riparo nell’androne dell’edificio. Non vedente sfrattato costretto a dormire nell’androne della sua vecchia casa a Boscotrecase. Il protagonista della storia è Agostino Pregevole, di 51 anni, coniugato con una figlia ammalata.
La gente del posto si è subito prodigata per lui e la famiglia. Una vicina ha messo a disposizione una sdraio, un’altra un materassino e delle coperte. Una parente ha procurato il cibo e il caffè. Insomma una piccola gara di solidarietà che, comunque, non cancella i disagi che Agostino, a dispetto delle sue condizioni psicofisiche, ha dovuto affrontare.
Tutto è cominciato ieri, quando uno degli ufficiali giudiziari del Tribunale di Torre Annunziata ha messo in esecuzione il provvedimento del giudice con l’ausilio dei carabinieri.
Stando al racconto della moglie del non vedente, il tutto sarebbe avvenuto in pochi attimi, senza che le venisse dato nemmeno il tempo di mettere da parte le proprie masserizie, qualche soldo e un po’ di abiti.
“Quando sono tornato da lavoro (Pregevole è centralista presso il comune) – racconta – mi hanno detto che non sarei potuto rientrare, in quanto non aver diritto di accedere all’appartamento. Ho persino avuto una crisi epilettica, dovuta allo stress della situazione che stavo vivendo”.
Insomma, magari l’incaricato avrebbe potuto soprassedere, come accade in tanti casi simili, in cui, con l’aiuto degli assistenti sociali e di personale specializzato, si cerca di trovare una sistemazione allo sfrattato, specie se è portatore di handicap.
I tre hanno camminato senza meta per diverse ore. Senza cibo, né acqua, in una condizione molto simile ai disperati dell’Africa che attraversano il deserto per raggiugere la costa libica e imbarcarsi sulle carrette del mare. Agostino Pregevole non ha trovato nessuna Ong che gli desse una mano nel momento del bisogno.
In serata, poi, trovando il portone del palazzo aperto, hanno pensato di ripararsi per la notte insieme al loro cagnolino. Una situazione davvero insostenibile che non potrà durare a lungo.

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