Appalti truccati in Campania, in quattro ai domiciliari

Tra gli indagati destinatari dell’ordinanza di misura cautelare c’è l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Casapulla

L’operazione è una costola dell’indagine The Queen che dieci giorni fa ha portato all’arresto di oltre 60 persone per una serie di presunti appalti truccati. Quattro persone, tra cui l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Casapulla, nel Casertano, sono state arrestate dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare sono Raffaele Piccolo, Raffaele Testa, Carlo Antonio Piccirillo e Andrea D’Aniello, cui viene contestato in concorso il reato di turbata libertà degli incanti. Secondo l’accusa, sostenuta dalla Dda di Napoli, i quattro avrebbero “cucito” su misura un appalto concesso ad un imprenditore segnalato.  L’indagine è partita a maggio di 3 anni fa ed è andata avanti fino al giugno scorso, con intercettazioni telefoniche e ambientali secondo cui gli indagati avrebbero alterato la gara per i lavori di completamento delle strutture dell’area Pip di Casapulla, bando chiuso il 25 febbraio 2015 per un importo di oltre 1,9 milioni di euro. In tutto l’iter del bando, ci sarebbero state manomissioni di buste per pilotare l’aggiudicazione dell’appalto verso Raffaele Piccolo, secondo i pm dominus della compagine criminale, titolare di fatto del Consorzio Stabile Aries scarl cui fu assegnato il lavoro. L’alterazione dell’offerta avrebbe visto la complicità del presidente della commissione di gara, Antonio Carlo Piccirillo, allora responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, che era anche custode delle buste e responsabile unico del procedimento. Piccolo, insieme al titolare di fatto di una impresa sua consorziata, Andrea d’Aniello, avrebbe così potuto modificare l’offerta in modo da vincere la gara.

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