Il 12 maggio lavoratori, precari e studenti in piazza contro tagli, sfruttamento e militarizzazione
Il 12 maggio in tutta Italia i lavoratori e le lavoratrici precari dell’università scioperano. Con loro anche studenti e studentesse, personale esternalizzato e sindacati di base. La richiesta è chiara: raddoppiare il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) degli atenei pubblici, oggi tra i più sottofinanziati d’Europa, e fermare l’ulteriore precarizzazione introdotta dal Disegno di Legge 1240 (detto Bernini-Resta) e dagli emendamenti al DDL 1445.
Una giornata di mobilitazione nazionale che ha al centro la denuncia dell’attacco politico in atto contro l’università pubblica.
A Napoli, l’Assemblea Precaria Universitaria ha annunciato una serie di iniziative, a partire dalle 9 nei dipartimenti, che culmineranno in un’assemblea alle 11.30 nell’Aula Guarino della Federico II. A seguire, un pranzo sociale e un pomeriggio di confronto e protesta.
UN SISTEMA CHE VIVE SULLO SFRUTTAMENTO
Le cifre parlano chiaro. In Italia, l’investimento in ricerca e sviluppo si ferma all’1,4% del PIL, contro una media europea del 2,1% e una media OCSE del 2,5%. Questa carenza di fondi alimenta un sistema universitario che si regge sul lavoro sottopagato e senza diritti: oltre il 50% del personale universitario lavora in condizioni precarie, spesso senza ferie, malattia o prospettive di stabilizzazione.
Emblematico il caso dei docenti a contratto, che ricevono al massimo 1600 euro lordi all’anno per svolgere insegnamenti, esami, ricevimento studenti e correzione tesi. Tutto questo senza alcuna garanzia né riconoscimento strutturale.
CONTRO LA GUERRA, CONTRO LA SVENDITA DELL’UNIVERSITÀ
Ma la protesta del 12 maggio va oltre la questione economica. È anche una mobilitazione politica e culturale. Le lavoratrici e i lavoratori precari denunciano la crescente militarizzazione degli atenei, le collaborazioni con industrie belliche e il ruolo complice delle università nei conflitti in corso, come quello a Gaza.
“Contro l’inquadramento del sapere nelle logiche della guerra e della produzione delle armi, rivendichiamo un’università votata ai bisogni delle comunità e allo sviluppo del pensiero critico”, afferma l’Assemblea Precaria Universitaria di Napoli.
Nel mirino anche la svendita dell’università pubblica ai privati, l’espansione incontrollata degli atenei telematici e le esternalizzazioni che colpiscono il personale tecnico e amministrativo.
LE RIVENDICAZIONI: FONDI, STABILIZZAZIONI, DIRITTO ALLO STUDIO
Il cuore della piattaforma dello sciopero è chiaro:
- Raddoppio dell’FFO
- Stabilizzazione del personale precario
- Fine delle esternalizzazioni
- Stop all’ANVUR e ai meccanismi premiali
- Un reale diritto allo studio, con borse, mense e alloggi gratuiti per studenti e studentesse
“Vogliamo vivere bene. Senza l’ansia di non poter pagare l’affitto a causa della fine di un progetto, senza dover abbandonare il nostro territorio, senza essere messi in competizione tra di noi”, concludono le e i precari in lotta.
UNA LOTTA PER TUTTI
Il 12 maggio è uno sciopero che riguarda tutta la società. Perché l’università pubblica è un bene comune. E chi la manda avanti oggi lo fa senza tutele, senza riconoscimenti, senza futuro. Ma non senza voce.
