Finanziamenti ancora attivi mentre la struttura scompare nel nulla
Lo scandalo che coinvolge il centro odontoiatrico Sanident di Napoli continua ad allargarsi, delineando una situazione sempre più critica per centinaia di pazienti rimasti improvvisamente senza cure. A portare alla luce la vicenda è stato il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto segnalazioni e testimonianze dirette dei cittadini coinvolti.
La vicenda prende forma intorno al 20 marzo, quando numerosi pazienti – circa 150 – si sono visti rinviare gli appuntamenti con la giustificazione di presunti interventi tecnici. Tuttavia, alla data fissata per la riapertura, il 22 aprile, la realtà è apparsa ben diversa: la clinica di via Benedetto Brin, a Napoli, risultava chiusa, con l’insegna in fase di rimozione e nessuna comunicazione ufficiale ai pazienti. Secondo le prime ricostruzioni, la società proprietaria, con sede a Milano, sarebbe già stata protagonista di episodi simili in altre città italiane.
Le conseguenze per i pazienti sono pesanti: molti si ritrovano con interventi odontoiatrici interrotti e condizioni cliniche compromesse. A ciò si aggiunge il danno economico, con somme ingenti già versate, spesso tramite finanziamenti ancora attivi.
Il deputato si è recato sul posto per incontrare i cittadini e sostenere la protesta. Durante il sit-in, uno dei partecipanti ha accusato un malore, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi.
Le parole di Francesco Emilio Borrelli descrivono con forza la gravità della situazione:
«Siamo di fronte a uno scempio che calpesta la dignità delle persone. Ho ascoltato storie drammatiche di cittadini privati del diritto alla salute e trattati senza rispetto. C’è chi oggi non esce più di casa per la vergogna, come un ragazzo giovanissimo segnato profondamente da questa vicenda. Ci sono racconti di interventi eseguiti in modo approssimativo e senza adeguate precauzioni, lasciando i pazienti in condizioni difficili e senza alcun supporto successivo. È inaccettabile che, mentre le persone chiedevano chiarimenti, si pensasse a cancellare ogni traccia della struttura. Non ci fermeremo: sosterremo ogni azione necessaria per ottenere giustizia e bloccare i finanziamenti ancora attivi».
La vicenda resta in evoluzione, mentre cresce la richiesta di chiarimenti e responsabilità da parte delle istituzioni e delle associazioni a tutela dei consumatori.
Ciro Crescentini

