Il Comune chiede più accesso pubblico al mare, il Parlamento accende i riflettori
La vicenda dei lidi militari di Miseno, nel Comune di Bacoli, ha ormai superato i confini locali ed è approdata ufficialmente in Parlamento. È infatti stata presentata un’interrogazione ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa e dell’Economia e delle Finanze dal deputato del Partito Democratico Marco Sarracino, responsabile nazionale del partito per il Sud, la coesione territoriale e le aree interne.
L’atto parlamentare chiede un intervento urgente del Governo per affrontare la situazione del tratto di costa compreso tra Miseno e Miliscola, dove una parte consistente dell’arenile risulta attualmente gestita da stabilimenti balneari riservati al personale delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, si tratterebbe di circa 70.000 metri quadrati di spiaggia, ovvero oltre la metà del litorale, in un’area considerata tra le più frequentate e strategiche della provincia di Napoli per la sua forte vocazione turistica e sociale. L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto istituzionale tra Governo e Comune di Bacoli per rivedere l’attuale assetto e valutare soluzioni che garantiscano una maggiore fruibilità pubblica del demanio marittimo.
Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha assunto una posizione molto netta sulla vicenda, trasformandola in una battaglia pubblica e politica per l’accesso libero al mare. Il primo cittadino sostiene che una porzione significativa del lungomare di Miseno sia oggi sottratta alla cittadinanza attraverso la presenza di più stabilimenti militari consecutivi, e parla apertamente di una “ingiustizia sociale” legata alla gestione dell’arenile.
Della Ragione sottolinea come l’area non abbia alcuna funzione strategica di natura militare, ma rappresenti piuttosto uno spazio pubblico di grande valore paesaggistico e turistico. Per questo, l’amministrazione comunale rivendica la necessità di restituire più spiaggia libera alla collettività, nell’ottica di una programmazione più equilibrata del territorio.
Il sindaco ha inoltre criticato alcuni cartelli presenti nell’area, giudicati particolarmente severi nel linguaggio e nei contenuti, come quelli che indicano “divieto di accesso” o fanno riferimento a forme di “sorveglianza armata”. Secondo la sua interpretazione, tali segnali rischiano di trasmettere un’immagine sproporzionata rispetto al contesto di una spiaggia pubblica frequentata da famiglie e cittadini.
La posizione del Comune è chiara: la spiaggia deve restare un bene comune, accessibile a tutti, senza distinzioni. Della Ragione ha ribadito che la battaglia proseguirà in tutte le sedi istituzionali, ma sempre nel rispetto delle istituzioni e senza alcuna contrapposizione con le Forze Armate, con le quali si auspica un dialogo costruttivo.
Sul piano parlamentare, l’interrogazione di Marco Sarracino ha quindi portato la questione a un livello nazionale, chiedendo al Governo di avviare un confronto rapido e operativo tra i ministeri competenti e il Comune di Bacoli. L’intento è quello di trovare una soluzione condivisa che tenga insieme le esigenze delle amministrazioni pubbliche e il diritto della cittadinanza alla libera fruizione del mare.
Il caso di Miseno diventa così emblematico di un tema più ampio: il rapporto tra concessioni, utilizzo del demanio marittimo e accesso pubblico alle coste, in un territorio dove la pressione turistica è altissima e la domanda di spiaggia libera è sempre crescente.
La vicenda resta aperta, con un forte dibattito istituzionale e sociale destinato a proseguire nelle prossime settimane, tra richieste di riforma, confronti politici e attese di soluzioni condivise.
Ciro Crescentini
