In un Paese dove in 24 ore si approvano leggi emergenziali e provvedimenti spesso scollegati dalla realtà dei cittadini, non si riesce invece – da anni – a varare interventi straordinari per prevenire e reprimere con fermezza gli infortuni mortali sul lavoro e lo sfruttamento sistemico nel settore edile
Ancora una tragedia sul lavoro in Italia. Nel pomeriggio di oggi, un operaio di circa 54 anni, residente ad Alife, è morto mentre lavorava in un cantiere per la rete fognaria presso un’azienda di import-export in Via Contrada Demanio Vandra, a Rocca d’Evandro, nel Casertano.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo – identificato con le iniziali F.P. e padre di due figli – si trovava alla guida di un escavatore all’interno di uno scavo profondo circa 2,5 metri. Durante le operazioni, un cedimento improvviso del terreno avrebbe causato il ribaltamento del mezzo. Una lastra di cemento lo avrebbe travolto, schiacciandolo e provocandone la morte sul colpo. Alcuni testimoni riferiscono anche di una caduta nel fossato, durante la quale l’operaio avrebbe battuto violentemente la testa, rimanendo in parte sepolto.
I vigili del fuoco di Teano, intervenuti prontamente, hanno estratto il corpo dell’uomo e lo hanno affidato al personale sanitario del 118, che ha potuto solo constatarne il decesso. Sul posto anche i carabinieri e le autorità competenti, che hanno avviato un’inchiesta per fare piena luce sulla dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.
La comunità di Alife è sotto choc per la perdita di un uomo descritto come laborioso e dedito alla famiglia. Ma questa tragedia, l’ennesima nel settore dell’edilizia, riporta all’attenzione pubblica un nodo mai realmente sciolto: la drammatica insufficienza di misure concrete per garantire la sicurezza nei cantieri.
In un Paese dove in 24 ore si approvano leggi emergenziali e provvedimenti spesso scollegati dalla realtà dei cittadini, non si riesce invece – da anni – a varare interventi straordinari per prevenire e reprimere con fermezza gli infortuni mortali sul lavoro e lo sfruttamento sistemico nel settore edile. Ogni morte bianca è un fallimento collettivo, aggravato da un’inerzia politica che continua a produrre parole, ma non cambiamenti. Serve una risposta urgente, strutturale e concreta. Non più promesse, ma azioni.
Red

