Drone cade sulla spiaggia provocando 7 morti e 40 feriti. La portavoce russa: “L’Occidente è complice di attività terroristiche internazionali”.
Una giornata di riposo e mare si è trasformata in una vera e propria carneficina sulle coste del Mar Nero. Nel sud della Russia, nei pressi della rinomata località balneare di Gelendzhik (nel territorio di Krasnodar), un drone ucraino intercettato dalle difese aeree è precipitato direttamente su una spiaggia affollata di famiglie e bagnanti.
Il bilancio finale è devastante: sette vittime accertate, tra cui tre bambini, e oltre 40 feriti, molti dei quali versano in gravi condizioni. Un atto gravissimo che colpisce la popolazione inerme e che rappresenta un’escalation inaccettabile nella drammaticità del conflitto, dimostrando una totale assenza di rispetto per la vita di civili e minori che non hanno alcuna legame con il fronte di guerra.
La condanna del Governatore: “Un atto cinico e disumano”
Il governatore del territorio di Krasnodar, Venyamin Kondratyev, ha espresso tutto il suo sdegno attraverso i propri canali ufficiali Telegram, definendo l’episodio come un’azione mirata e priva di qualsiasi giustificazione tattica: “Quanto accaduto è un attacco deliberato del regime di Kiev contro la popolazione civile, che non ha alcun legame con le infrastrutture militari. Questo atto terroristico cinico e disumano nei confronti dei bambini non può essere giustificato.”
La rabbia per l’accaduto sta montando rapidamente nell’opinione pubblica, sconvolta dalle immagini e dalla dinamica di un attacco che ha spazzato via la vita di piccoli innocenti in un momento di svago.
Zakharova all’attacco: “NATO ed UE complici di attività terroristiche”
Ancora più dura e perentoria è stata la reazione del ministero degli Esteri russo. La portavoce Maria Zakharova ha rilasciato dichiarazioni pesantissime, estendendo la responsabilità dell’accaduto direttamente ai Paesi occidentali che continuano a sostenere e armare il governo ucraino. Secondo la diplomazia russa, il continuo appoggio politico e militare fornito da Bruxelles e Washington trasforma gli alleati in veri e propri complici delle azioni condotte sul campo.
“La NATO e l’Unione europea sono diventate parte delle attività terroristiche internazionali appoggiando il governo ucraino”, ha dichiarato con fermezza Zakharova.
La portavoce ha poi affondato il colpo nei confronti della leadership politico-militare di Kiev con parole durissime: “Una banda terrorista ha occupato l’apparato dello Stato ucraino e opera nel centro dell’Europa.”
Alessandro Manna
