Fiamme tra Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense: la Procura di Salerno vuole capire se dietro i diversi focolai ci sia un unico disegno. Nuovi incendi anche a Barra e Taverna del Re
C’è un filo che potrebbe collegare i roghi che hanno attraversato la Costiera amalfitana e i Monti Lattari a metà settembre. È ancora soltanto un’ipotesi investigativa, ma la Procura di Salerno ha deciso di approfondirla aprendo tre procedimenti penali. L’obiettivo è capire se dietro gli incendi scoppiati tra il 13 e il 16 settembre possa esserci una regia comune, capace di coordinare l’accensione di diversi focolai.
Le fiamme hanno colpito più aree, interessando in particolare la vegetazione di Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense. Una successione di episodi che ha fatto scattare l’allarme tra gli amministratori locali. Gli stessi sindaci della zona avevano infatti ipotizzato che gli incendi potessero non essere casuali.
Ora la parola passa agli investigatori. I carabinieri forestali stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei roghi, individuare i punti di origine e raccogliere elementi utili a stabilire eventuali responsabilità. Un capitolo centrale dell’inchiesta riguarda il possibile movente: bisognerà comprendere se la devastazione ambientale possa essere stata funzionale a interessi illeciti. Al momento non ci sono però conclusioni definitive e ogni pista resta sottoposta alle verifiche della magistratura.
L’emergenza incendi non si ferma alla Costiera. Nelle ultime ore un altro rogo ha interessato un capannone industriale nel quartiere Barra, a Napoli. I vigili del fuoco sono rimasti impegnati per tutta la notte per riuscire a domare le fiamme. La Procura, che coordina le indagini affidate ai carabinieri, valuta anche l’ipotesi di un incendio doloso.
Gli investigatori hanno ascoltato il titolare della società di autotrasporti che opera nella struttura. L’uomo ha escluso di aver ricevuto minacce o richieste estorsive. Nessuna persona è rimasta ferita, mentre l’Arpac ha avviato i controlli per verificare eventuali conseguenze sulla qualità dell’aria.
E torna sotto osservazione anche Taverna del Re, a Giugliano. A distanza di appena quindici giorni dal precedente episodio, un nuovo incendio ha interessato il sito di stoccaggio. L’intervento dei vigili del fuoco ha richiesto l’impiego di tre autobotti, un’autoscala e due squadre. Per raggiungere le zone più difficili all’interno dell’area sono stati utilizzati anche i mezzi speciali “ragno”.
Il monitoraggio ambientale prosegue, mentre gli accertamenti dovranno chiarire l’origine delle fiamme. Dalla Costiera a Napoli, passando per Giugliano, sono dunque diversi i fronti sui quali gli investigatori stanno cercando risposte. La priorità, ora, è ricostruire la dinamica di ogni incendio e verificare se dietro alcuni episodi apparentemente distinti possano emergere collegamenti concreti.
Alessandro Manna

